LinkedIn apre ai contenuti di interesse pubblico: cosa cambia con le nuove policy
Facebook vuole usare le foto sul tuo smartphone per addestrare l’AI
20 Ottobre 2025
Facebook sta testando una nuova funzione di intelligenza artificiale che analizza le immagini presenti nella galleria dello smartphone, anche se non sono state ancora caricate sulla piattaforma.
L’obiettivo dichiarato è aiutare gli utenti a “scoprire gemme nascoste” tra screenshot, ricevute o scatti dimenticati, per proporre collage e modifiche creative.

Come funziona la nuova funzione AI di Facebook
Il sistema, attualmente in fase di rollout negli Stati Uniti e in Canada, invita gli utenti ad attivare l’opzione su base volontaria. Una volta dato il consenso, le foto e i video del rullino vengono caricati automaticamente sul cloud di Meta, dove l’AI analizza i contenuti e genera suggerimenti.
Gli utenti possono scegliere se salvare, modificare o condividere le proposte create.
Meta e la questione privacy
Il nodo cruciale riguarda la privacy. Meta precisa che non utilizzerà i contenuti caricati per addestrare l’AI “a meno che l’utente non modifichi o condivida” i risultati generati.
Secondo una portavoce di Meta, i file vengono solo archiviati per consentire all’AI di effettuare suggerimenti, ma non vengono impiegati direttamente per il miglioramento dei modelli, “a meno che l’utente non interagisca attivamente con gli strumenti AI”.
Cosa succede alle tue foto non caricate
Meta chiarisce che le immagini e i video verranno memorizzati nel cloud su base continua per consentire alla funzione di aggiornare i suggerimenti nel tempo. In passato, l’azienda aveva già ammesso di aver addestrato i propri modelli AI su tutte le foto e i testi pubblici caricati su Facebook e Instagram dagli utenti adulti dal 2007.
La differenza, in questo caso, è che si tratta di contenuti privati e non ancora pubblicati, un territorio che riapre il dibattito sui limiti della privacy digitale.
LEGGI ANCHE: WhatsApp rilancia sulla privacy con una campagna che risponde ai dubbi degli utenti
Quando Facebook inizia a usare le immagini per l’AI
La confusione nasce su quando esattamente le foto inizino a essere utilizzate per l’addestramento dell’intelligenza artificiale. Avviene nel momento in cui si opta per l’attivazione della funzione? O solo dopo aver modificato o condiviso un contenuto?
Meta risponde che l’AI non userà le immagini a fini di training “finché l’utente non interviene attivamente con gli strumenti di editing o condivide le creazioni su Facebook”.

Una funzione creativa o un esperimento di raccolta dati?
La funzione è presentata come un aiuto per chi ama scattare foto ma non ha tempo di curare i post. Tuttavia, l’idea che Meta possa accedere al rullino fotografico solleva interrogativi su come verranno gestiti i dati in futuro.
L’azienda promette che i contenuti “non saranno utilizzati per targeting pubblicitario”, ma non esclude un uso futuro per migliorare le capacità dell’AI.
LEGGI ANCHE: Danimarca all’attacco dei deepfake: le persone avranno il copyright su volto e voce
Verso un Facebook sempre più assistito dall’intelligenza artificiale
Con questa novità, Meta conferma la sua strategia di integrare l’AI in ogni aspetto delle piattaforme. Dopo aver già utilizzato i post pubblici per addestrare i modelli, il passo successivo è portare l’intelligenza artificiale direttamente nella fotocamera dell’utente.
Facebook invita a “consentire l’elaborazione nel cloud per ricevere idee creative dai tuoi contenuti”, ma molti si chiedono se questo sia l’inizio di un nuovo livello di sorveglianza algoritmica mascherato da assistenza digitale.
Potrebbe interessarti anche
Corsi, articoli, eventi: il mondo Ninja è ricco di risorse e di appuntamenti da non perdere.








