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  • Come cambieranno i social nel 2026? Trend, piattaforme e strategie per restare al passo

    Vediamo come le principali piattaforme social potrebbero evolversi nel corso del prossimo anno

    31 Ottobre 2025

    Il 2025 sta per concludersi e per i professionisti del marketing è il momento di pianificare le strategie per il nuovo anno, con la speranza di anticipare le tendenze e massimizzare le opportunità offerte dal mercato e dalle piattaforme.

    In un contesto in continua evoluzione, prevedere gli sviluppi non è semplice. L’intelligenza artificiale sta ridefinendo diversi ambiti del marketing e della comunicazione, mentre la realtà aumentata e la VR si avvicinano a una nuova fase di maturità, spinte dal lancio dei dispositivi indossabili e da innovazioni e tecnologie sempre più accessibili.

    Resta da capire in che misura queste tecnologie influenzeranno le strategie di marketing del futuro. Per evidenziare gli scenari principali, individuare i trend più rilevanti e supportare la pianificazione, ecco una serie di previsioni sui social media per il 2026, con un focus sulle piattaforme e sui percorsi di sviluppo più rilevanti per brand e creator.

    Facebook: tra intelligenza artificiale, occhiali smart e nuove connessioni

    Facebook non è più il canale del momento, ma resta una colonna portante dell’ecosistema digitale. Con oltre 3 miliardi di utenti attivi, continua a essere un punto di riferimento per la connessione quotidiana di milioni di persone e un canale fondamentale per chi fa marketing e vuole raggiungere il pubblico giusto. Grazie a strumenti pubblicitari sempre più evoluti, supportati dall’intelligenza artificiale, promuovere il proprio business diventa ogni anno più semplice.

    Facebook rimane un social “classico”, ma capace di rinnovarsi continuamente. Nel 2026 punterà su AI, nuove modalità di interazione e occhiali intelligenti, con l’obiettivo di trasformare il modo in cui ci connettiamo ogni giorno. Ecco le principali evoluzioni che definiranno il futuro di Facebook.

    Verso un feed non algoritmico

    Potrebbe sembrare un dettaglio, ma la recente sentenza di un tribunale olandese potrebbe avere effetti importanti: Meta dovrà offrire agli utenti la possibilità di disattivare in modo permanente il feed algoritmico, scegliendo una visualizzazione cronologica dei contenuti.

    L’azienda di Mark Zuckerberg ha tutto l’interesse a opporsi, perché senza algoritmo il coinvolgimento cala: oggi gran parte dell’attività su Facebook è alimentata dai Reels e dai contenuti suggeriti. Se questi venissero a mancare, anche la permanenza degli utenti sulla piattaforma potrebbe diminuire.

    Se però la decisione dovesse essere confermata, sarebbe un esperimento su larga scala per capire cosa succede quando si rimuove l’amplificazione algoritmica: come cambia il consumo di notizie, ma anche il livello di polarizzazione e stress legato ai social.

    Gli algoritmi, infatti, privilegiano ciò che genera reazioni, come paura, rabbia o gioia, e questo influenza direttamente il modo in cui i contenuti vengono creati e diffusi. Facebook è una fonte primaria di informazione per milioni di persone, dunque ogni cambiamento nel feed potrà avere effetti reali sul dibattito pubblico.

    Anche se non risolverebbe tutti i problemi del sistema informativo digitale, una simile sperimentazione potrebbe offrire spunti preziosi per analisti, ricercatori, istituzioni e professionisti del settore interessati a comprendere l’impatto degli algoritmi sulle dinamiche sociali.

    La decisione potrebbe diventare un punto di riferimento: molti paesi osserveranno con attenzione l’evoluzione del caso per valutarne la possibile adozione nei rispettivi contesti.

    Metaverso: integrazione con Horizon Worlds e focus sugli avatar

    Il sogno del metaverso non è affatto tramontato. Nonostante Meta abbia ridotto la comunicazione sul tema dopo le critiche iniziali, il progetto rimane un obiettivo strategico di lungo periodo.

    Nei prossimi anni vedremo quindi un’integrazione graduale di elementi collegati al metaverso all’interno delle app di Meta. Più che grandi lanci, ci saranno piccoli passi: nuove funzioni per usare gli avatar di Facebook e Instagram, esperienze interattive legate a Horizon Worlds e strumenti per creator che vogliono mostrare ambienti virtuali in maniera innovativa.

    Meta sta anche sviluppando nuovi strumenti per semplificare la creazione di mondi VR, grazie a comandi vocali basati sull’AI capaci di generare ambienti digitali in tempo reale. Per le nuove generazioni, cresciute su Roblox, Minecraft e Fortnite, questo tipo di esperienze rappresenta la naturale evoluzione della socialità online.

    L’ascesa dei dispositivi “indossabili”

    Gli occhiali intelligenti Meta AI Glasses, dotati di fotocamera e assistente AI, stanno registrando un’accoglienza positiva da parte del pubblico. Con la nuova versione “Display” già in circolazione, l’azienda punta a spingerne ulteriormente l’adozione.

    Facebook trend 2026

    Mark Zuckerberg immagina un futuro in cui gli occhiali digitali possano sostituire lo smartphone come principale device di connessione. Più persone li useranno, più Meta potrà rafforzare la sua posizione nel mercato dei dispositivi indossabili.

    È probabile che vedremo sempre più contenuti realizzati attraverso gli occhiali, come foto, video e Stories, contrassegnati da un design visivo riconoscibile, come un anello colorato o una filigrana. Ogni contenuto sarà anche un modo per promuovere il prodotto stesso.

    Ricerca prodotti e advertising con Meta AI

    Meta ha iniziato a integrare le query di ricerca di Meta AI nel sistema di targeting pubblicitario. Questo consente di raccogliere dati più precisi e di offrire annunci mirati basati su ciò che gli utenti cercano o chiedono ai chatbot.

    La direzione è chiara: più persone interagiranno con l’assistente AI per chiedere consigli o informazioni sui prodotti, più Meta potrà raffinare i propri annunci e creare un’esperienza di shopping integrata nelle conversazioni. L’azienda sta anche testando l’inserimento di annunci direttamente nelle risposte dell’assistente, una mossa che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui vediamo la pubblicità sui social.

    Ritorniamo amici

    Ogni anno Facebook tenta di riportare gli utenti a condividere momenti personali, “come ai vecchi tempi”. Finora però i risultati sono stati modesti: gli utenti preferiscono consumare contenuti, più che crearli.

    Nel 2026 potremmo vedere un nuovo esperimento: un pannello dedicato agli amici che evidenzia i loro aggiornamenti più recenti direttamente nel feed.
    L’obiettivo è ricordare agli utenti che Facebook resta il luogo dove ci si connette con le persone che contano, anche in mezzo a un flusso di Reels e video virali.

    I profili AI-based

    Secondo alcune indiscrezioni, Meta starebbe testando profili virtuali generati dall’intelligenza artificiale, progettati per interagire con gli utenti.
    Un’idea rischiosa per le implicazioni etiche e di trasparenza, ma che potrebbe aumentare il livello di interazione sulla piattaforma, offrendo agli utenti più riscontri e “Mi piace” ai propri contenuti.

    È possibile che Meta stia già sperimentando queste dinamiche, e che nel tempo vedremo profili AI sempre più realistici, capaci di stimolare conversazioni e mantenere alto il coinvolgimento.

    Instagram: intelligenza artificiale, Reels e modelli premium

    Con oltre 3 miliardi di utenti attivi, Instagram si conferma la terza app più popolare di Meta, dopo Facebook e WhatsApp. Negli anni ha consolidato il suo ruolo di piattaforma di riferimento per la connessione visiva e social, rimanendo centrale nella vita digitale di milioni di persone.

    Nel 2026 la sfida sarà mantenere autenticità e interesse in un panorama sempre più dominato da algoritmi e contenuti generati artificialmente.

    Tra l’ascesa dei Reels, nuovi strumenti di editing e opportunità di monetizzazione per i creator, la piattaforma si prepara a una nuova fase, più dinamica, ma fedele alla sua missione originaria: ispirare, connettere e coinvolgere. Vediamo le principali previsioni.

    Gestire l’ondata dell’AI

    Meta sta spingendo con forza sull’intelligenza artificiale, permettendo agli utenti di generare immagini, video e testi con una facilità mai vista prima. Ma questa nuova frontiera porta con sé questioni molto complesse: rappresentazioni fake, uso improprio dell’immagine altrui e violazioni del copyright.

    È un problema che abbiamo già visto emergere con strumenti come Sora di OpenAI, capace di inserire le persone in film o programmi TV, e che ha già sollevato proteste da parte dei detentori dei diritti.

    Anche Instagram dovrà affrontare lo stesso scenario, soprattutto quando gli utenti inizieranno a ricondividere contenuti generati artificialmente. Meta sta già intervenendo per contrastare fenomeni come le “celeb-bait scams”, truffe che usano immagini di personaggi famosi per promuovere prodotti falsi.
    Per questo è probabile che Instagram rafforzerà le regole di trasparenza e le etichette dedicate ai contenuti generati dall’AI, cercando di mantenere un equilibrio tra innovazione e autenticità.

    Alla lunga, se la piattaforma dovesse allontanarsi troppo dalla generazione umana dei contenuti, rischierebbe di perdere la connessione emotiva che la caratterizza.

    Reels nel feed principale

    Il modo in cui le persone usano Instagram è cambiato. I Reels rappresentano ormai il 50% del tempo totale trascorso sull’app, segno che i video brevi sono il cuore pulsante dell’esperienza utente.

    Per questo motivo, Instagram sta testando una nuova interfaccia, dove l’app si apre direttamente sul feed dei Reels invece che sul classico flusso di post. Se i risultati saranno positivi è probabile che questa impostazione venga estesa a più Paesi nel 2026.

    Instagram Trends 2026 Reels

    In pratica, Instagram si avvicinerà sempre di più all’esperienza di TikTok, lasciando in secondo piano il feed tradizionale di foto e post. È una scelta quasi inevitabile, vista la direzione che ha preso il consumo di questa tipologia di contenuti.

    Verso un modello a pagamento per Edits

    L’app Edits, lanciata da Instagram come alternativa a CapCut di TikTok, ha avuto un’ottima accoglienza: semplice, intuitiva e perfetta per chi crea video su mobile.
    Tuttavia, sin dall’inizio Meta ha lasciato intendere che alcune funzioni avanzate potrebbero diventare a pagamento, in particolare quelle basate sull’AI.

    La strategia è chiara: costruire valore, creare una base solida di utenti e introdurre in seguito un modello di abbonamento. Con la crescita delle funzioni creative, è probabile che Edits diventi una fonte di ricavi aggiuntiva per Meta entro la metà del 2026.

    Creator e visibilità a pagamento

    Un altro fronte strategico riguarda i creator, sempre più centrali nell’ecosistema di Meta. Negli anni, la piattaforma ha spesso faticato a introdurre innovazioni realmente originali, preferendo di affidarsi ai suoi utenti più creativi per sperimentare nuovi formati e linguaggi.

    Per questo Instagram continuerà a sviluppare strumenti che permettano ai creator di guadagnare visibilità e monetizzare con i propri contenuti.

    Tra le novità più probabili, ci sarebbe un sistema di promozione semplificato per ampliare la portata dei post che stanno guadagnando popolarità in modo organico, con pacchetti “boost” acquistabili in pochi clic, attraverso una logica simile a quella introdotta da X.

    L’obiettivo è duplice: offrire ai creator un modo immediato per aumentare la propria visibilità e, al tempo stesso, generare nuove entrate pubblicitarie per la piattaforma.

    Threads: la sfida a X e la corsa per dominare il real-time

    Dopo un anno di crescita costante, Threads si è affermato come uno dei protagonisti più interessanti del panorama social. Con oltre 400 milioni di utenti attivi (contro i circa 600 milioni di X), la piattaforma di Meta sta riducendo rapidamente il divario e, secondo diversi analisti, potrebbe superare il suo rivale nel corso del 2026.

    Verso il sorpasso su X

    Le proiezioni indicano che nel 2026 Threads aggiungerà circa 50 milioni di utenti ogni quattro mesi, un ritmo che, mantenuto costante, lo porterà a superare X entro la fine dell’anno. Mentre la base utenti di Elon Musk continua a calare, quella di Threads cresce, sostenuta da un’esperienza più positiva e da un linguaggio meno polarizzato.

    Threads: la sfida a X

    Il vero test arriverà però durante i grandi eventi globali, quando le persone inizieranno a rivolgersi a Threads, e non più a X, per seguire le notizie in tempo reale. Sarà il segnale che il cambio di paradigma è avvenuto per davvero.

    Separazione da Instagram

    Per continuare a crescere, Threads dovrà svincolarsi progressivamente da Instagram. L’attuale connessione tra i due ecosistemi, con suggerimenti di follow basati sull’attività su Instagram e altre notifiche che collegano le due app, limita la costruzione di un’identità autonoma. Meta ha già iniziato a ridurre queste connessioni e, nei prossimi mesi, punterà a dare a Threads una personalità più definita e indipendente, con community, interessi e conversazioni ad hoc.

    Più spazio a trend e conversazioni in tempo reale

    Uno degli obiettivi principali per il 2026 sarà rendere più visibili le discussioni rilevanti e gli argomenti del momento. Threads sta lavorando a una scheda “Trend” più strutturata, simile a quella di X, che metta in evidenza notizie, temi caldi e conversazioni in tempo reale, personalizzate in base agli interessi degli utenti.

    Per conquistare il pubblico interessato all’attualità, l’app dovrà imparare a mettere in evidenza i contenuti nel momento stesso in cui le conversazioni prenderanno forma.

    Un algoritmo più intelligente

    Il prossimo passo sarà migliorare l’algoritmo, in modo che i post visualizzati siano davvero pertinenti e legati alle conversazioni del momento, non ai trend di Instagram.
    Meta punta a sfruttare i progressi dei propri sistemi di machine learning per rendere il feed di Threads più dinamico, personalizzato e aggiornato. Se riuscirà in questo intento, la piattaforma potrà consolidarsi come la nuova casa per le conversazioni real time, dove informarsi, partecipare e restare connessi senza l’eccesso di rumore tipico di X.

    X: tra pressione, incertezze e nuovi tentativi di rilancio

    Il 2026 sarà un anno decisivo per X. Tra la ricerca di sostenibilità economica, l’integrazione con l’intelligenza artificiale e la spinta verso nuovi modelli di monetizzazione, la piattaforma si gioca il suo futuro. Riuscirà a reinventarsi senza snaturare la sua identità di spazio globale per la conversazione quotidiana?

    Dopo mesi turbolenti segnati da tagli al personale, fuga di inserzionisti e calo dell’engagement, X continua a essere una piattaforma centrale nel panorama social, con circa 600 milioni di utenti mensili secondo le stime interne. Un dato, tuttavia, difficile da verificare: non essendo più quotata in borsa, l’azienda non è tenuta a comunicare statistiche ufficiali e molti analisti ritengono che l’utilizzo reale sia in calo.

    Nonostante la perdita di appeal, X resta comunque un canale rilevante per la comunicazione in tempo reale, soprattutto per notizie, politica e argomenti di nicchia. Ma la pressione è alta: Elon Musk ha ammesso che la piattaforma “sta a malapena pareggiando i conti”, nonostante l’80% di riduzione del personale.

    L’intreccio con xAI e la sfida della sostenibilità

    Nel 2025, la società di Musk dedicata all’intelligenza artificiale, xAI, ha acquisito formalmente X, creando una sinergia che consente di condividere dati e risorse economiche. I dataset generati dagli utenti rappresentano infatti un input prezioso per l’addestramento dei modelli AI di Musk.
    Tuttavia, se X continuerà a perdere utenti e ricavi pubblicitari, anche l’ecosistema xAI ne risentirà: meno dati, meno finanziamenti e più pressione sui risultati.

    Un timido segnale di ripresa è arrivato nel 2025, con il ritorno di alcuni inserzionisti dopo le elezioni presidenziali statunitensi e l’introduzione di nuovi strumenti pubblicitari basati sull’AI. Ma il futuro resta incerto: X deve tornare a essere economicamente autonoma o rischia di diventare un peso per l’intero gruppo.

    Il nodo della moderazione: Community Notes in difficoltà

    La moderazione “dal basso” tramite Community Notes si sta rivelando meno efficace del previsto. Il sistema, ispirato a Reddit, punta a contrastare la disinformazione attraverso note scritte dagli utenti. Tuttavia, la diminuzione dell’attività e la polarizzazione politica ne stanno riducendo l’impatto: con meno contributi, il meccanismo diventa più fragile e vulnerabile ai bias.
    Se il trend continuerà, X rischia di scivolare e di diventare una piattaforma meno credibile e più simile a Truth Social, con conseguenze dirette anche sulla qualità dei dati utilizzati da xAI.

    Il sogno (ancora lontano) dell’app “tuttofare”

    Uno degli obiettivi storici di Musk è trasformare X in una super app che integri anche pagamenti e servizi finanziari. L’idea, ispirata all’esperienza di PayPal, doveva concretizzarsi entro il 2024, ma i ritardi nelle licenze e le difficoltà tecniche hanno rallentato il progetto.
    Nel 2026, una versione ridotta di X Money potrebbe finalmente vedere la luce, consentendo microtransazioni e acquisti in-stream. Resta però da capire se gli utenti si fideranno a usare X per gestire il proprio denaro.

    La corsa alla monetizzazione (anche nei contenuti per adulti)

    Per sostenere i ricavi, la piattaforma potrebbe aprire ai creator di contenuti per adulti, introducendo abbonamenti simili a quelli di OnlyFans. È un terreno che Twitter aveva già esplorato prima dell’acquisizione, ma mai implementato per timori legati al controllo dei contenuti.

    Con Musk, l’approccio potrebbe cambiare: l’obiettivo è ampliare le fonti di reddito, anche sperimentando integrazioni tra AI e contenuti NSFW. Una mossa rischiosa, ma in linea con la filosofia “tutto è possibile” che contraddistingue X.

    LinkedIn: tra AI, video e formazione “snack”

    Con il declino di X (ex Twitter), nell’ultimo periodo LinkedIn ha guadagnato terreno come piattaforma di riferimento per le conversazioni professionali online. E, come accade su tutti i social, il video sta diventando il motore principale dell’engagement, aprendo nuove opportunità per chi vuole comunicare e promuoversi in modo autentico.

    LinkedIn si prepara a una nuova fase di crescita: più video, più AI, più formazione, e una spinta decisa verso la personalizzazione dell’esperienza utente.

    L’obiettivo è chiaro: passare da semplice piattaforma di networking ad ecosistema completo per il lavoro, l’apprendimento e la crescita professionale. Ecco le principali novità all’orizzonte per il social network dei professionisti.

    Mappatura dei percorsi di carriera

    Uno dei punti di forza di LinkedIn è il suo enorme database di informazioni professionali, unico nel suo genere. Questo patrimonio di dati permette alla piattaforma di analizzare milioni di percorsi lavorativi e di offrire una panoramica realistica delle possibili evoluzioni di carriera in base a esperienze, competenze e interessi.

    Negli anni, LinkedIn ha sperimentato diverse soluzioni, dai Career Finder ai simulatori di crescita professionale, senza però mai ottenere successo. Oggi però, grazie all’intelligenza artificiale, il quadro sta cambiando: l’obiettivo è costruire strumenti di orientamento più accurati, capaci di suggerire opportunità di carriera, corsi di LinkedIn Learning e posizioni aperte in linea con il profilo dell’utente.
    Se il sistema funzionerà, LinkedIn potrebbe diventare un punto di riferimento globale per la pianificazione professionale, molto più di un semplice curriculum online.

    Feed video e dirette: il nuovo linguaggio del networking

    Il consumo di video su LinkedIn è in forte crescita: il tempo di visualizzazione è aumentato del 36% nell’ultimo anno e i post video vengono condivisi 20 volte di più rispetto ad altri contenuti.

    LinkedIn trends 2026

    È chiaro che la piattaforma punterà sempre di più su questo formato. Nel 2026 vedremo un’espansione del feed video a schermo intero, già in test in alcuni Paesi, e una maggiore attenzione agli eventi in live streaming.

    L’obiettivo è valorizzare conferenze, talk e momenti di confronto tra professionisti, trasformando il feed video in un hub di contenuti verticali e di aggiornamenti dal mondo del lavoro. 

    Formazione veloce: la “TikTok-ification” di LinkedIn Learning

    LinkedIn Learning è ormai una parte centrale dell’ecosistema della piattaforma, soprattutto in un contesto dove aggiornare le proprie competenze è diventato vitale.
    Nel prossimo futuro, potremmo vedere micro-lezioni da 3 minuti, pensate per chi vuole imparare qualcosa di nuovo in modo rapido e continuo, grazie ad un approccio che unisce formazione e intrattenimento.

    In un mondo dove l’attenzione è limitata, imparare “una skill al giorno” potrebbe diventare una routine più accessibile e coinvolgente. E per LinkedIn, sarebbe una maniera efficace per rafforzare il legame tra contenuto educativo e crescita professionale.

    Insight e trend per i creator

    Con sempre più utenti che pubblicano contenuti originali, LinkedIn punta anche a rafforzare l’ecosistema dei creator. Alcuni possono già monetizzare i propri post tramite annunci in-stream, e il prossimo passo sarà fornire dati e insight sulle tendenze del momento.

    Attraverso l’analisi delle parole chiave più discusse (identificata dall’AI) LinkedIn potrebbe aiutare i creator a orientare meglio i propri contenuti e a favorire conversazioni su temi caldi.

    Dopo i recenti aggiornamenti degli strumenti di analisi, la dashboard dei trend potrebbe diventare una delle novità più interessanti del 2026, utile sia per i professionisti che per i brand.

    LEGGI ANCHE: LinkedIn continua a crescere in Europa: +14% di utenti attivi nel 2025

    Snapchat: tra realtà aumentata, intelligenza artificiale e nuove sfide per la crescita

    Snapchat resta una delle piattaforme più amate dal pubblico giovane, ma deve affrontare un momento di equilibrio delicato tra innovazione e sostenibilità economica.
    Il successo dei futuri occhiali AR o delle nuove strategie pubblicitarie potrebbe determinare non solo il destino dell’app, ma anche il ruolo di Snap nel panorama tecnologico globale.

    Che scelga di restare indipendente o di collaborare con i giganti del settore, una cosa è certa: Snapchat continuerà a essere uno dei motori creativi più interessanti dei social media.

    Gli occhiali AR: la scommessa (rischiosa) di Snapchat

    Il progetto più ambizioso di Snapchat riguarda gli AR Specs, gli occhiali per la realtà aumentata che dovrebbero arrivare sul mercato nel 2026. Snap punta a battere sul tempo Meta ed Apple, entrambe pronte a lanciare i propri visori entro il 2027, e a proporre un prodotto accessibile, pensato per esperienze AR leggere e immediate.

    Il problema? La distanza tecnologica rispetto ai concorrenti. Gli occhiali AI di Meta, ad esempio, includono già un display integrato e un innovativo sistema di controllo tramite polso. Apple, dal canto suo, sta lavorando su un ecosistema AR strettamente connesso ai propri dispositivi.

    Snapchat specs AR

    In confronto, gli Specs di Snap appaiono ancora troppo limitati, meno potenti, meno eleganti e con un appeal ridotto per il grande pubblico.
    Per questo, alcuni analisti ipotizzano che Snap possa cancellare o ridimensionare il progetto prima del lancio, evitando una spesa miliardaria senza reali prospettive di mercato.

    Più probabile, invece, che l’azienda scelga di collaborare con altri player, offrendo il proprio know-how AR come servizio integrato nei visori di Apple o Meta. Una mossa più prudente, ma anche più sostenibile per un’azienda che deve difendere la redditività del suo core business.

    Filtri AR creati con l’intelligenza artificiale

    Parallelamente, Snapchat sta lavorando per semplificare la creazione di effetti AR, un aspetto che è sempre stato complesso e tecnico. L’obiettivo è rendere possibile la creazione di filtri personalizzati tramite AI generativa: basterà descrivere un’idea a voce o con un testo, e l’app penserà al resto.

    Questa evoluzione potrebbe aprire una nuova fase di creatività accessibile, in cui chiunque potrà generare esperienze AR in pochi secondi, senza competenze tecniche.
    Con l’arrivo dei visori AR di nuova generazione, Snapchat punta così a consolidare il suo ruolo di piattaforma creativa e laboratorio di innovazione visiva.

    Pubblicità diretta nella inbox

    Sul fronte del business, Snapchat sta sperimentando nuove forme di pubblicità più mirate. Tra queste, la più interessante è quella degli “Snap sponsorizzati”, veri e propri messaggi promozionali inviati direttamente nella casella di posta degli utenti.

    Un’idea rischiosa, perché lo spazio della messaggistica è percepito come intimo e personale. Eppure, i primi risultati sono incoraggianti: le campagne hanno ottenuto buoni tassi di risposta e un engagement superiore alla media.

    Nel 2026, Snap dovrebbe perfezionare questo formato, introducendo offerte e sconti personalizzati in base ai comportamenti e agli interessi degli utenti, con un targeting più sofisticato alimentato dai dati e dall’intelligenza artificiale.

    L’obiettivo è chiaro: trasformare la messaggistica in un canale pubblicitario premium, mantenendo però il tono confidenziale e diretto che da sempre caratterizza l’esperienza utente di Snapchat.

    TikTok: tra geopolitica, shopping e intelligenza artificiale

    Dopo mesi di incertezze, TikTok sembra destinato a restare negli Stati Uniti, salvando così il suo mercato più redditizio e la possibilità di continuare a crescere sul fronte dell’eCommerce in-app.
    Non è ancora una partita chiusa: l’accordo proposto dal team di Trump dovrà ottenere il via libera da Pechino, ma la direzione è chiara. Un compromesso sembra imminente.

    Un TikTok “made in USA”

    Secondo le trattative in corso, un consorzio americano dovrebbe assumere il controllo di una versione autonoma dell’app per il mercato statunitense, affittando da ByteDance l’algoritmo che ne ha decretato il successo.
    La Casa Bianca, però, vorrebbe riqualificare quell’algoritmo “a modo suo”, un punto che solleva dubbi sul rischio di influenze politiche e sulla possibile perdita del tocco magico che rende TikTok così coinvolgente.

    Il cuore pulsante dell’app è infatti il suo algoritmo, capace di capire gli interessi di un utente in pochi swipe. Replicarlo altrove, con regole e limiti diversi, potrebbe ridurne l’efficacia. Se il progetto andrà avanti, TikTok rischia di diventare meno “intuitivo” e, forse, meno attrattivo per gli utenti americani.

    Shopping in diretta

    Con il mercato USA sotto osservazione, TikTok punta altrove. La strategia è chiara: trasformare l’app in un grande marketplace interattivo.
    In Cina, la versione locale Douyin genera miliardi grazie allo shopping in live streaming, un format in cui creator e brand vendono prodotti in tempo reale. In Occidente, l’adozione procede più lentamente, ma TikTok continua a spingere su questa direzione, convinto che il pubblico si abituerà gradualmente a comprare senza uscire dall’app.

    Trend social 2026

    Nel 2024 l’app ha generato circa 30 miliardi di dollari in vendite interne, e nel 2025 dovrebbe più che raddoppiare. Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui lo shopping in streaming diventa una componente stabile dell’esperienza TikTok, anche se difficilmente raggiungerà i livelli di Douyin.

    Mini-programs e nuove funzioni

    Sulla scia del modello cinese, TikTok starebbe lavorando anche all’integrazione dei cosiddetti mini-programs, piccole app dentro l’app che permettono di acquistare, ordinare cibo o accedere a servizi senza mai uscire dalla piattaforma. Un modo per rendere TikTok ancora più “onnicomprensivo”, spingendo gli utenti a rimanere e a spendere di più.

    Gaming e streaming: nuovi orizzonti

    Il gaming non è ancora centrale nell’offerta di TikTok, ma ha un enorme potenziale. L’app potrebbe presto introdurre funzioni più avanzate per il live streaming di videogiochi, puntando a competere con Twitch e YouTube.
    Per i creator significherebbe nuovi spazi e incentivi per costruire community direttamente sulla piattaforma.

    Avatar AI: il futuro dello streaming automatizzato

    Infine, TikTok sta potenziando i suoi avatar virtuali, influencer digitali capaci di condurre live e vendere prodotti 24 ore su 24. Attraverso il suo Symphony Creative Studio, il social offre già strumenti per creare avatar personalizzati, e nel 2026 questa funzione potrebbe diventare un pilastro per brand e creator che vogliono presidiare il live commerce senza essere per forza online.

    Una mossa che riduce i costi di produzione e apre la porta a un nuovo tipo di influencer marketing, più scalabile e sempre attivo.

    Pinterest: da piattaforma social ad hub di scoperta e shopping

    Pinterest si è trasformato negli anni, passando da semplice social network a vero e proprio motore di scoperta per lo shopping online. Guardando al 2026, l’app punta a consolidare questa posizione, bilanciando l’integrazione di contenuti AI con strumenti di filtro più precisi, esperienze di shopping più immediate e soluzioni di realtà aumentata sempre più sofisticate. La piattaforma si conferma un punto di riferimento per utenti e brand che cercano ispirazione e opportunità di acquisto in un unico luogo.

    La sfida dell’intelligenza artificiale

    Il problema più urgente per Pinterest resta l’afflusso di contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Molti utenti segnalano che i Pin proposti spesso non rappresentano prodotti reali o ambientazioni autentiche.

    Pinterest ha iniziato a intervenire: ad aprile sono stati introdotti i tag AI sui Pin, insieme a opzioni più chiare per filtrare i contenuti generati dall’AI. Nonostante ciò, la presenza di Pin artificiali continua a influenzare l’esperienza, in particolare in Europa, dove il numero di utenti attivi è diminuito nel secondo trimestre, mentre negli Stati Uniti è rimasto stabile.

    Nel 2026 ci si può aspettare una etichettatura più evidente dei contenuti AI e strumenti più intuitivi per rimuoverli dai risultati di ricerca, offrendo agli utenti un controllo maggiore sulla loro esperienza.

    Shopping con un clic

    Per capitalizzare il proprio potenziale eCommerce, Pinterest punta a semplificare gli acquisti, consentendo agli utenti di comprare direttamente con un solo clic.

    Trend social 2026

    La chiave potrebbe essere una collaborazione con grandi piattaforme di shopping, come Amazon, che renderebbe più semplice integrare un checkout rapido senza dover rimandare l’utente al sito del venditore.

    L’obiettivo è chiaro: rendere Pinterest una piattaforma dove esplorazione e acquisto convivono senza interruzioni, aumentando le opportunità per brand e consumatori.

    Prove virtuali e personalizzazione

    Un altro punto di forza di Pinterest sono gli strumenti di prova virtuale. Grazie alla tecnologia di corrispondenza corporea, gli utenti possono vedere come i capi di abbigliamento appaiono sul proprio corpo, non solo sui modelli standard.

    Pinterest trends 2026

    Nel 2026 queste funzionalità potrebbero evolvere ulteriormente, includendo strumenti per prove in negozio e specchi virtuali, migliorando l’esperienza d’acquisto e rendendo Pinterest sempre più centrale nel percorso di shopping.

    Monetizzazione dei dati

    Il vero valore di Pinterest risiede nei dati di scoperta e comportamento degli utenti: quali prodotti cercano, quali stili preferiscono, come si relazionano i contenuti con gli acquisti reali.
    Queste informazioni potrebbero rappresentare un flusso di entrate significativo. Potrebbero essere vendute o scambiate con aziende di intelligenza artificiale per sviluppare nuovi strumenti all’interno della piattaforma, aumentando così il valore della proposta di Pinterest.

    LEGGI ANCHE: Cos’è Pinterest e come funziona? La guida completa