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NAQP al Video Podcast Club di Spotify: il crimine come non l’avete mai sentito
28 Novembre 2025
Il Video Podcast Club di Spotify ha portato sul palco del Cinema Colosseo di Milano alcuni tra i podcast più amati del momento, trasformando una serata in una sorta di “festival live” dell’audio e del video.
Tra questi anche Non Aprite Quella Podcast (NAQP), la crew formata da J-Ax, Pedar e Matteo Lenardon, che ha registrato una puntata dal vivo davanti a una sala gremita.
Quando li incontro nel backstage l’atmosfera è tutt’altro che formale: l’intervista si trasforma immediatamente in un botta e risposta surreale, pieno di battute, con J-Ax che tiene il microfono e guida il ritmo, mentre Pedar e Matteo intervengono a sorpresa.
Un dialogo che rispecchia perfettamente l’identità del loro show.
Un’intervista che è diventata uno sketch
L’intervista, più che un dialogo ordinato, si è trasformata immediatamente in uno sketch, con battute continue, frecciate interne e quella naturalezza caotica che caratterizza il podcast stesso.
J-Ax ha condotto la conversazione, passando la parola a Pedar e Matteo Lenardon per dettagli tecnici, contrappunti comici e un’aggiunte surreali.

Ed è stato impossibile non farsi trascinare dal loro ritmo.
Perché fare un podcast crime che non assomiglia a nessun altro
La prima domanda è quasi d’obbligo: perché nasce Non Aprite Quella Podcast? La risposta di J-Ax arriva immediata, sincera e comicamente ruvida: «È nata da un risentimento da fan dei podcast crime che avevo, perché alcuni rendevano quasi romantico il crimine o esaltavano la furbizia dei serial killer. Io ho sempre pensato che il male vada preso in giro, è un modo per disinnescarlo».
L’idea è chiarissima, e soprattutto coerente con il loro stile: «Fare humor dove in Italia ti dicono che non si può fare», aggiunge, spiegando come la loro missione sia demolire la retorica che spesso circonda il male, soprattutto nel genere true crime.
L’ingrediente segreto di NAQP: il disgusto
A un certo punto chiedo quale sia il loro tratto distintivo, l’“ingrediente segreto”. Matteo risponde in modo enigmatico, Pedar ride, ma alla fine J-Ax lo chiarisce: «Il disgusto. La nostra gente non solo vuole essere disgustata, ma le piace anche essere insultata, proprio personalmente da noi».
E per spiegare il funzionamento del trio, arriva la battuta che ribalta completamente la dinamica: «Noi siamo riusciti a fare per il podcast quello che i Backstreet Boys hanno fatto per la musica».
Una boyband, insomma, con tre personalità diversissime e complementari.
I ruoli sotto la superficie della follia
Dietro l’apparente caos c’è una struttura solida. Matteo è “il genio ricercatore”, l’unico che conosce la storia. «Lui scrive l’episodio, la storia, e noi non sappiamo che cos’è», spiega J-Ax. Pedar interpreta i personaggi con voci e improvvisazioni continue. J-Ax, invece, si definisce “il pubblico”: «Anch’io come loro non so la storia e la sento per la prima volta».
E la cosa crea un risultato unico: le reazioni del podcast sono autentiche. «Così chi ascolta può immedesimarsi con loro, perché sono reazioni spontanee», conferma Matteo.

Una community che vuole essere sorpresa, disturbata, e soprattutto scioccata
Quando parliamo della community, si illuminano tutti e tre. NAQP ha un pubblico particolare, fedele, quasi rituale. «La nostra community ama casi disgustosi, casi ignoti», racconta J-Ax.
Non cercano i nomi più celebri del crime, anzi: «Invece di andare a cercare il mostro di Firenze, andiamo a cercare cose che nessuno ha mai sentito prima».
E il passaparola è la loro forza: «L’idea è che tu ascolti un nostro episodio e lo mandi al tuo miglior amico dicendo guarda che cavolo è successo».
E dentro lo humor nero, c’è anche un paradossale, ironico, desiderio di divulgazione: «Dal nostro podcast puoi imparare cosa è la necrofilia, gli orrori sessuali, gli orrori medici… abbiamo fatto tre puntate sugli orrori medici!».
La storia più assurda? Sempre la prossima
Quando chiedo quale sia la storia più folle che abbiano mai raccontato, provano a pensarci, ma la risposta arriva da Matteo con un tempismo perfetto: «È la prossima che racconteremo!».
E prima di salutarci, J-Ax lascia un consiglio agli ascoltatori nuovi: «Se non ascoltate podcast ma volete iniziare, ascoltatevi le puntate sulla storia di Padre Pio».
Una chiusura totalmente in linea con lo spirito di NAQP: imprevedibile, irriverente e impossibile da incasellare.
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