Master Online di I° livello in Digital Marketing, Social Media Communication & eCommerce Management 3ª edizione – Università Pegaso
AI Search & Discovery. Come gli assistenti conversazionali stanno rivoluzionando l’ecommerce




La trasformazione in corso nell’ecommerce non riguarda solo nuove tecnologie, ma un cambiamento strutturale nel modo in cui le persone scoprono, valutano e acquistano prodotti online.
La combinazione di Conversational AI e AI Search & Discovery sta ridisegnando l’esperienza digitale, guidata da nuove aspettative dei consumatori e da un’accelerazione senza precedenti nell’adozione di strumenti basati su modelli linguistici e approcci multimodali.
Secondo il Conversational Commerce Forecast di Insider Intelligence più di 110 milioni di consumatori statunitensi utilizzeranno sistemi conversazionali per fare shopping entro il 2027.
Una tendenza confermata anche dal Global Consumer Insights Pulse Survey 2025 di PwC, secondo cui oltre il 60% dei consumatori ha già utilizzato strumenti di AI conversazionale per ricevere consigli sui prodotti.
Negli Stati Uniti è già possibile acquistare direttamente tramite ChatGPT su Etsy, Walmart e Amazon Marketplace e anche Google ha introdotto la sua AI Mode, integrando risposte conversazionali direttamente nei risultati di ricerca, un cambiamento destinato a ridefinire la discoverability dei prodotti.
Per gli ecommerce manager, questo non è un semplice aggiornamento tecnologico: è un cambio di paradigma verso un’esperienza di acquisto basata sul dialogo, sulla comprensione dell’intento e su un product discovery intelligente.

1. Perché la Conversational AI sta cambiando lo shopping online
La Conversational AI sta diventando il nuovo linguaggio dello shopping digitale. Gli utenti non vogliono più orientarsi tra menu complessi, filtri rigidi o categorie infinite: preferiscono interagire come farebbero con una persona, fare domande, descrivere esigenze, ottenere risposte personalizzate e suggerimenti immediati.
Questo cambiamento culturale, evidente soprattutto nelle nuove generazioni, si sta estendendo rapidamente a tutte le fasce d’età. Il passaggio da una ricerca “meccanica” a una ricerca “conversazionale” rappresenta un cambiamento di paradigma nel rapporto tra utenti, prodotti e piattaforme di ecommerce.
Il report The Agentic Commerce Opportunity di McKinsey descrive un futuro in cui gli assistenti AI comprendono il linguaggio naturale, anticipano le intenzioni degli utenti, propongono alternative e supportano decisioni d’acquisto complesse.
Ma questo futuro è già iniziato: soluzioni come il Doofinder AI Assistant integrano oggi molte di queste capacità direttamente nella ricerca ecommerce. McKinsey identifica gli AI agents come la nuova interfaccia tra consumatori e commercio digitale, e l’evoluzione è già in corso.
Una tendenza già evidente oggi riguarda l’adozione crescente di strumenti di AI conversazionale: sempre più consumatori utilizzano soluzioni come ChatGPT, Gemini o assistenti integrati nelle piattaforme per ricevere suggerimenti sui prodotti e scegliere più rapidamente ciò di cui hanno bisogno.
La preferenza per la conversazione rispetto alla navigazione tradizionale nasce da cinque dinamiche chiave:
1. Il linguaggio naturale è più comodo delle keyword
Formulare una richiesta come “Cerco una giacca impermeabile ma elegante, adatta ai viaggi in città” è più semplice e naturale rispetto alla combinazione di filtri e parole chiave.
Oggi più della metà delle ricerche ecommerce viene formulata in linguaggio naturale, spesso come frasi complete: un chiaro indicatore della trasformazione in atto verso una ricerca sempre più conversazionale.
2. La Conversational AI elimina la complessità della scelta
Gli assistenti AI analizzano cataloghi estesi, confrontano opzioni e riconoscono preferenze, riducendo il “paradosso della scelta”.
Secondo lo State of the Connected Customer di Salesforce il 65% dei clienti afferma che gli strumenti basati su AI li aiutano a gestire il sovraccarico informativo nelle decisioni di acquisto.
3. La conversazione consente una personalizzazione più profonda
La Conversational AI permette agli utenti di esprimere esigenze che vanno oltre i filtri statici: stile, budget, gusti personali, urgenza, criteri di qualità, contesto d’uso.
Il Digital Trends Report 2024–2025 di Adobe indica che il 72% dei retailer considera prioritario investire in AI per migliorare la personalizzazione durante la ricerca e la scoperta dei prodotti.
4. La Conversational AI riduce l’attrito e aumenta la conversione
Ogni step eliminato nel percorso d’acquisto aumenta la probabilità di conversione.
Il Future of Commerce Report di Shopify riporta che gli ecommerce che hanno introdotto strumenti di AI applicati alla ricerca interna hanno registrato in media un incremento del 14% nelle conversioni generate dalla search.

5. La conversazione introduce un nuovo paradigma: il consumatore guidato
La ricerca conversazionale sposta l’esperienza da “utente che capisce la piattaforma” a “piattaforma che capisce l’utente”.
Secondo Accenture – Technology Vision 2025 le persone si aspettano sempre più che l’AI li guidi, suggerisca alternative e anticipi i bisogni, trasformandosi in un assistente evoluto lungo il processo d’acquisto.
Il risultato: una nuova aspettativa di qualità
La Conversational AI non è più percepita come un’opzione accessoria, ma come un nuovo standard di qualità. Gli utenti si aspettano che ogni ricerca online:
- capisca cosa intendono
- interpreti bisogni complessi
- proponga prodotti rilevanti
- semplifichi la decisione
- risponda in modo rapido e naturale
Per questo gli ecommerce che integrano sistemi conversazionali, come gli AI Assistant progettati da Doofinder, stanno già costruendo un vantaggio competitivo concreto, sia in termini di esperienza utente sia di conversioni.
L’evoluzione del comportamento degli utenti: Gen Z e Millennials come driver del cambiamento
Gen Z e Millennials cercano semplicità, rapidità, rilevanza. Il Deloitte Gen Z & Millennials Survey 2024 mostra che queste generazioni considerano l’AI più efficace dei sistemi tradizionali nel comprendere necessità complesse.
Inoltre, il Global Consumer Insights Pulse Survey 2025 di PwC conferma che il 41% dei consumatori utilizza già l’AI per scoprire prodotti e offerte.
Dal motore di ricerca alla conversazione: come cambiano le aspettative digitali
Come anticipato in precedenza, oltre metà delle ricerche ecommerce contiene frasi in linguaggio naturale, non semplici keyword.
Si tratta di una preferenza crescente per la ricerca conversazionale.
Infatti, il Connected Customers Report di Salesforce aggiunge che il 91% degli utenti si aspetta interazioni personalizzate e intelligenti.
I casi reali dagli Stati Uniti
Secondo Forbes, il conversational commerce sta già producendo risultati tangibili: gli utenti chiedono a ChatGPT idee regalo, confrontano prodotti e completano acquisti senza aprire un browser.
È l’inizio di un nuovo modello di shopping: guidato da agenti intelligenti, non da pagine di categoria.
2. AI Search & Discovery: la nuova architettura della ricerca ecommerce
La Conversational AI accelera la trasformazione, ma è l’AI Search & Discovery a ridefinire il cuore dell’esperienza ecommerce.
L’utente vuole trovare rapidamente ciò che desidera, ed è qui che entrano in gioco sistemi che comprendono linguaggio naturale, immagini, preferenze e contesto.
Secondo il report LLM to ROI: How to Scale GenAI in Retail di McKinsey, l’AI applicata alla ricerca e discovery può generare tra 240 e 390 miliardi di dollari di valore nel retail globale.
Dalla keyword all’intento: il passaggio alla comprensione semantica
Il white paper AI-Powered Online Search di Ergo mostra che la comprensione semantica aumenta la pertinenza dei risultati fino al 40%. Non è più una questione di parole chiave, ma di intenzioni.
Conversational search, LLM e modelli multimodali: cosa cambierà nel 2026
La ricerca diventa multimodale. Lo evidenzia MIT Sloan Management Review: modelli multimodali permettono di combinare testo, immagini e contesto in un’unica esperienza dinamica.
Inoltre, secondo Harvard Business Review, la keyword search tradizionale verrà sostituita da sistemi generativi in numerosi settori.
Visual Search e ricerca per immagini: perché stanno diventando fondamentali
Uno studio su ResearchGate mette poi in risalto che la visual search aumenta del 30% la probabilità di trovare un prodotto coerente con l’idea dell’utente.
Possiamo facilmente comprendere come la visual discovery diventerà uno standard nelle categorie fashion, home decor e accessori.
Il ruolo della personalizzazione e delle raccomandazioni AI-driven
Lo Holiday Shopping Report 2024 di Adobe indica che il 17% delle vendite online stagionali è influenzato da raccomandazioni AI, un dato in forte crescita anno su anno.
Durante la stessa stagione, secondo Salesforce , il 42% dei consumatori ha interagito con sistemi di raccomandazione intelligenti.
I trend descritti da McKinsey, MIT e Harvard sono già realtà nelle soluzioni di Doofinder.
La piattaforma permette oggi agli ecommerce di adottare comprensione semantica, visual search, raccomandazioni AI e arricchimento intelligente del catalogo, portando dentro lo store le stesse innovazioni che stanno ridefinendo il futuro della ricerca online.
Per molti brand, è il modo più immediato per allineare il proprio ecommerce agli standard di AI Search & Discovery di nuova generazione.
3. I trend emergenti: agentic commerce, shopping assistants e AI mode di Google
Per Business Insider e Morgan Stanley, entro il 2030 quasi metà delle transazioni online sarà guidata da agenti AI autonomi.
Gli AI shopping agents: cosa sono e perché guideranno miliardi di transazioni
Gli AI shopping agents rappresentano una delle evoluzioni più radicali dell’esperienza di acquisto online. Non sono semplici chatbot, né assistenti vocali migliorati: sono sistemi in grado di comprendere obiettivi, ricercare informazioni, prendere decisioni autonome e gestire intere fasi del processo di shopping.
In altre parole, si comportano come veri e propri delegati digitali dell’utente.
Questi agenti diventeranno il prossimo “teammate digitale” del consumatore: un alleato sempre attivo, capace di interpretare bisogni complessi e assistere la persona non solo nella scelta del prodotto, ma nella pianificazione e nella gestione di molte decisioni quotidiane.
L’idea di fondo è semplice ma rivoluzionaria: non è più l’utente a dover esplorare decine di pagine, confrontare prezzi, verificare variabili come taglie, materiali o tempi di consegna. È l’agente a farlo per lui.
Gli AI shopping agents combinano tre capacità decisive:
1. Comprensione profonda del linguaggio naturale
Sono in grado di capire richieste complesse come: “Devo fare un regalo a una persona che ama il design minimalista e viaggia spesso: cosa potrei acquistare entro 80 euro?”
Non si limitano a trovare un prodotto: interpretano intenzione, vincoli, stile e contesto.
2. Ricerca autonoma e comparazione intelligente
Possono analizzare centinaia di articoli, confrontare alternative, valutare recensioni, verificare disponibilità e persino considerare preferenze precedenti dell’utente.
Non lavorano su un’unica piattaforma: sono pensati per operare trasversalmente, attraversando brand, marketplace, siti di recensioni e fonti informative.
3. Capacità decisionali e operative
Gli agenti non si limitano a dare suggerimenti:
- propongono l’opzione migliore in base a criteri multipli
- ottimizzano il rapporto qualità-prezzo
- tengono conto di promozioni, spedizioni, resi
- possono gestire la transazione finale
Si avvicinano a una vera logica di delegazione, in cui l’utente assegna un obiettivo e l’agente si occupa di raggiungerlo nel modo più efficiente possibile.
Perché guideranno miliardi di transazioni
Il potenziale degli AI shopping agents non deriva solo dalla tecnologia, ma da una convergenza di fattori:
Crescente complessità del mercato.
Ogni categoria di prodotto oggi presenta migliaia di opzioni; l’utente medio non ha né tempo né competenza per valutare tutto. Gli agenti risolvono questo overload informativo.
Preferenza per esperienze effortless.
Le nuove generazioni, ma non solo, preferiscono esperienze in cui il sistema “lavora al posto loro”. Gli agenti incarnano perfettamente questa aspettativa.
Accelerazione della shopping automation.
Molte decisioni d’acquisto sono ripetitive: accessori, prodotti per la casa, materiali di consumo. Gli agenti possono gestire questi flussi in autonomia, ordinando o suggerendo solo quando necessario.
Integrazione con piattaforme e marketplace globali.
La capacità degli agenti di operare trasversalmente tra marketplace e brand permette loro di diventare il punto di accesso principale allo shopping online.
Personalizzazione senza precedenti.
Man mano che apprendono preferenze, modelli di consumo e micro-abitudini dell’utente, gli agenti diventano sempre più precisi e affidabili.
Un nuovo modello di relazione tra utente e commercio
La diffusione degli AI shopping agents segna il passaggio dal “search and compare” al “intelligent delegation”.
L’utente non cerca, non confronta, non ordina: decide cosa vuole ottenere, mentre l’agente si occupa di tutto il resto.
Quando questi sistemi saranno integrati nei principali ambienti digitali, browser, sistemi operativi, assistenti vocali, app di messaggistica, diventeranno la porta di ingresso naturale allo shopping online, riducendo drasticamente la distanza tra intenzione e acquisto.
Non è esagerato dire che gli AI shopping agents potrebbero diventare il nuovo intermediario dominante tra consumatore e mercato, proprio come i motori di ricerca negli anni 2000 o i social media negli anni 2010.
Google e la AI mode: cosa cambia nella scoperta dei prodotti
Google ha introdotto la sua AI Mode. Il cambiamento non è marginale: la search diventa generativa, creando risposte complete invece di proporre link: i brand devono ora ristrutturare i propri contenuti per l’AI-first search, perché Gartner prevede che entro il 2026 il 30% del traffico verso i siti ecommerce sarà mediato da risposte AI.
Una rivoluzione che apre opportunità, ma anche rischi per chi non è preparato.
4. Il valore di business dell’AI per gli ecommerce
L’Intelligenza Artificiale non sta solo trasformando l’esperienza degli utenti: sta anche creando un impatto tangibile sulle performance commerciali degli ecommerce, sia in termini di conversione sia di efficienza interna.
Numerosi report recenti evidenziano come l’adozione di sistemi di ricerca e discovery basati su AI stia iniziando a produrre risultati misurabili.
Il report AI in Ecommerce Trends & Stats di Sellers Commerce indica, ad esempio, che l’adozione di tecnologie AI applicate alla ricerca interna può aumentare le conversioni fino al 25% ed entro il 2028, il 33% delle organizzazioni adotterà l'Intelligenza Artificiale.
Il valore dell’AI non si limita però ai risultati commerciali.
Sul fronte operativo, le tecnologie di tagging automatico, classificazione degli articoli e organizzazione del catalogo stanno riducendo in modo significativo il lavoro manuale dei team ecommerce.
L’IBM AI in Retail Report mostra che il 49% dei retailer utilizza già l’AI per automatizzare queste attività, migliorando qualità del dato e velocità dei processi.
Anche McKinsey evidenzia come l’automazione intelligente consenta alle aziende di ridurre tra il 10% e il 20% i costi operativi legati alla gestione dei contenuti, dei cataloghi e delle procedure interne.
Si tratta di un risparmio che, nel settore retail, può generare margini competitivi difficili da ottenere con interventi tradizionali.
La ricerca non riguarda solo quanto l’AI faccia risparmiare o vendere di più, ma anche come cambi la qualità delle decisioni strategiche.
Secondo il report The State of Fashion 2025 di Business of Fashion, il product discovery è oggi una delle priorità assolute per i brand moda: comprendere cosa cercano gli utenti, quali prodotti non trovano e quali comportamenti esprimono nella barra di ricerca è diventata una capacità centrale per le aziende del settore.
Una conferma arriva anche dal Mastercard Spending Pulse 2024–2025: la rapidità con cui gli utenti arrivano a trovare il prodotto giusto, spesso facilitata da sistemi di ricerca e raccomandazione basati su AI, è uno dei fattori chiave che ha contribuito alla crescita del 6% degli acquisti digitali annuali.
L’AI non migliora solo la user experience: contribuisce ad aumentare le conversioni, ridurre i costi operativi e offrire una comprensione più profonda dei comportamenti degli utenti.
È diventata una leva strategica su cui ogni ecommerce competitivo sta iniziando a investire in modo strutturale.
5. Il ruolo di Doofinder nell’evoluzione di Search & Discovery
In un contesto in cui la ricerca diventa sempre più intelligente e la scoperta dei prodotti si arricchisce di AI conversazionale, Doofinder rappresenta uno dei player più avanzati nell’offrire soluzioni complementari e ben differenziate.
Da un lato introduce la conversazione tramite il Doofinder AI Assistant; dall’altro continua a potenziare la ricerca tradizionale con sistemi di AI Search evoluti, che rimangono oggi la leva principale per la maggior parte delle interazioni degli utenti.
Questa distinzione è fondamentale: mentre la ricerca conversazionale sta crescendo rapidamente, la ricerca strutturata basata su intenti, filtri dinamici, comprensione semantica e visual discovery resta il punto di partenza più frequente per lo shopping online. Doofinder presidia entrambi i livelli, permettendo agli ecommerce di evolvere passo dopo passo senza rinunciare all’efficacia operativa immediata.
La tecnologia Doofinder è progettata per rispondere sia alle nuove abitudini degli utenti sia alle esigenze dei team ecommerce, combinando semplicità d’uso, alte prestazioni e un’architettura modulare che si adatta alla crescita del business.
Una piattaforma progettata per l’ecommerce moderno
Doofinder interviene su tre pilastri fondamentali:
- Comprensione dell’intento
- Arricchimento e organizzazione del catalogo
- Analisi continua delle performance di ricerca
Insieme, questi elementi abilitano un’esperienza di ricerca più fluida, più precisa e più orientata alla conversione.
E questo non solo migliora l’usabilità dello store, ma si traduce direttamente in un aumento delle performance commerciali: gli ecommerce che implementano soluzioni di AI Search e AI Assistant registrano in genere un incremento delle conversioni e un miglioramento misurabile del valore medio per utente.
6. Doofinder AI Assistant: la ricerca diventa conversazione
Il cuore della trasformazione è il Doofinder AI Assistant, che porta la ricerca conversazionale direttamente dentro lo store.
Interpreta richieste in linguaggio naturale, comprende l’intento dell’utente e restituisce risultati pertinenti, trasformando la barra di ricerca in un vero strumento di consulenza.
Perché è efficace
- Comprende frasi complete (es. “Cerco un regalo per una persona che ama il minimalismo”)
- Interpreta contesto, preferenze e obiettivi
- Riduce la frizione nel percorso d’acquisto
- Presenta risultati già filtrati e coerenti con la richiesta
- Accelera la conversione grazie a risposte immediate e rilevanti
- Risponde anche a domande informative (spedizioni, resi, pagamenti, politiche del brand), riducendo i potenziali ticket al customer care
- Esegue confronti tra prodotti e opzioni, aiutando l’utente a prendere decisioni più rapide e consapevoli
AI Visual Tagging: arricchire il catalogo senza lavoro manuale
Accanto alla componente conversazionale, Doofinder ha sviluppato tecnologie che migliorano la qualità del catalogo e della discovery. AI Visual Tagging automatizza il tagging delle immagini, riconosce attributi visivi rilevanti e li applica in modo coerente.
Perché è un asset strategico
- Aumenta la qualità dei metadati
- Rende più accurati i risultati di ricerca
- Migliora la navigazione e i filtri
- Riduce drasticamente il lavoro manuale
- Supporta categorie fortemente visual come moda, beauty, arredamento
È una soluzione particolarmente utile nei cataloghi ampi e dinamici, dove mantenere un tagging coerente è spesso impraticabile senza automazioni.
AI Synonyms: capire davvero come parlano gli utenti
Un’altra componente chiave dell’ecosistema Doofinder è AI Synonyms, progettata per generare e suggerire automaticamente sinonimi, varianti linguistiche e correlazioni basate sui reali pattern di ricerca degli utenti.
In questo modo, il motore di ricerca non si limita a interpretare le parole digitate, ma impara come gli utenti descrivono i prodotti e crea collegamenti intelligenti che migliorano la pertinenza dei risultati.
I vantaggi più rilevanti
- Riduce gli errori di ricerca
• Aumenta i risultati pertinenti
• Minimizza gli “zero results”
• Colma il divario tra linguaggio utente e linguaggio catalogo
• Rende la ricerca più inclusiva, naturale e flessibile
È un elemento fondamentale per eliminare la perdita di vendite dovuta a ricerche mal formulate, termini non presenti nel catalogo o descrizioni differenti tra utenti e merchant.
AI Alerts: monitoraggio proattivo per decisioni più rapide
Le AI Alerts sono notifiche intelligenti che segnalano automaticamente ai team ecommerce tutto ciò che richiede attenzione, permettendo di intervenire prima che un problema impatti vendite o user experience.
Cosa permettono di fare
- Identificare ricerche senza risultati
- Individuare categorie a rischio
- Segnalare anomalie nei trend
- Rilevare pattern di comportamento imprevisti
- Guidare decisioni su assortimento, prezzi e contenuti
È uno strumento che aiuta a mantenere il controllo sulla qualità della search e sull’efficacia del catalogo nel tempo.
Una piattaforma che unisce UX e obiettivi di business
Grazie a conversazione, ricerca avanzata, organizzazione intelligente del catalogo e monitoraggio continuo, Doofinder offre agli ecommerce una piattaforma capace di unire:
- User experience fluida e intuitiva
- Performance misurabili e maggiori conversioni
- Riduzione del lavoro manuale e maggiore efficienza
- Capacità di leggere i trend e agire in modo data-driven
Doofinder non è semplicemente un motore di ricerca: è una soluzione completa di Search & Discovery progettata per accompagnare gli ecommerce nella transizione verso un modello più intelligente, conversazionale e competitivo, aumentando al tempo stesso conversioni, vendite e ritorno sull’investimento.
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