LinkedIn paga gli utenti per addestrare la sua intelligenza artificiale
LinkedIn usa l’intelligenza artificiale per rendere il feed più rilevante
12 Maggio 2026
L’intelligenza artificiale sta diventando il centro operativo di LinkedIn. La piattaforma professionale di proprietà di Microsoft ha annunciato un’evoluzione significativa dei propri sistemi di raccomandazione, con l’obiettivo di rendere feed, offerte di lavoro e suggerimenti molto più pertinenti rispetto al passato.
Dietro questa trasformazione ci sono nuovi modelli AI definiti “generative recommenders”, strumenti capaci di leggere il comportamento degli utenti in modo molto più ampio rispetto ai sistemi tradizionali.
A spiegare la direzione intrapresa è stato Erran Berger, Chief Technology Officer di LinkedIn, che ha condiviso alcuni dettagli sull’evoluzione tecnologica della piattaforma.
Un feed costruito sul percorso professionale
Secondo Berger, il punto chiave è che la carriera di una persona non si sviluppa attraverso singole azioni isolate, ma lungo un percorso continuo. Per questo anche LinkedIn vuole iniziare a interpretare gli interessi professionali in modo più dinamico.
Fino a oggi la piattaforma utilizzava modelli separati per diverse aree del servizio. Esistevano sistemi distinti per il ranking del feed, per le offerte di lavoro suggerite, per la pubblicità e persino per le notifiche.
Adesso l’approccio cambia radicalmente.
I nuovi sistemi AI mettono insieme tutte le interazioni compiute da un utente per costruire una visione unica del suo profilo professionale e delle sue intenzioni.
Cosa analizzerà l’AI di LinkedIn
Ogni attività può diventare un segnale utile. Un commento sotto un post, la lettura di un contenuto, una candidatura o una connessione accettata entrano nello stesso ecosistema di interpretazione.
Secondo LinkedIn, questo consentirà alla piattaforma di capire meglio cosa interessa davvero agli utenti.
Chi interagisce spesso con contenuti legati al marketing, ad esempio, potrebbe iniziare a ricevere offerte di lavoro più coerenti, notifiche differenti oppure suggerimenti di networking più mirati.
L’idea è quella di creare un sistema capace di leggere la traiettoria professionale nel tempo, non soltanto le azioni del momento.
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Oltre 1,8 milioni di contenuti visualizzati al minuto
La scala su cui opera LinkedIn spiega perché l’azienda stia investendo così tanto nell’automazione intelligente.
Secondo i dati condivisi dalla società, nella piattaforma vengono visualizzati oltre 1,8 milioni di aggiornamenti del feed ogni minuto. Una quantità di contenuti impossibile da gestire attraverso sistemi tradizionali.
I modelli generativi permettono di elaborare enormi volumi di segnali in tempo reale, accelerando il processo di selezione dei contenuti e ampliando il numero di post candidati alla distribuzione.
Più contenuti, ma più selezionati
Paradossalmente, l’AI non serve soltanto a mostrare più contenuti. Serve soprattutto a filtrare meglio.
LinkedIn sostiene che i nuovi sistemi consentano di individuare aggiornamenti potenzialmente rilevanti che prima sarebbero rimasti invisibili perché esclusi dai vecchi modelli di ranking.
Questo potrebbe modificare anche la visibilità organica dei creator e delle aziende presenti sulla piattaforma, soprattutto per chi produce contenuti molto verticali o legati a nicchie professionali specifiche.
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L’obiettivo è aumentare il tempo trascorso in piattaforma
Dietro il miglioramento della rilevanza c’è anche una logica molto concreta: aumentare engagement e permanenza degli utenti.
Se il feed diventa più vicino agli interessi professionali reali delle persone, aumenta la probabilità che queste continuino a interagire, leggere contenuti e utilizzare LinkedIn durante la giornata.
Un meccanismo già visto da tempo nei social consumer, ma che ora viene applicato con maggiore intensità anche al networking professionale.
Il rischio della personalizzazione estrema
La direzione presa da LinkedIn apre però anche alcune domande. Più i sistemi AI diventano efficaci nel prevedere interessi e comportamenti, più aumenta il rischio di rinchiudere gli utenti dentro percorsi professionali molto prevedibili.
Se il feed inizia a proporre soltanto contenuti coerenti con ciò che una persona ha già mostrato di apprezzare, potrebbe ridursi l’esposizione a prospettive diverse, settori inattesi o opportunità fuori dalla propria bolla professionale.
Per ora LinkedIn punta tutto sulla promessa della rilevanza personalizzata. Ma il modo in cui questi algoritmi influenzeranno carriere, relazioni e opportunità lavorative sarà uno degli aspetti più interessanti da osservare nei prossimi mesi.
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