• Tutta l'Informazione Ninja nella tua mail

  • Che differenza c’è tra Remarketing e Retargeting?

    Esploriamo due strumenti chiave del marketing digitale per generare coinvolgimento e conversioni, che spesso vengono confusi tra loro

    7 Novembre 2025

    Il mondo del digital marketing è costellato da acronimi, tra CPM, CTR e CLV, il linguaggio che usiamo ogni giorno può nascondere significati e sfumature molto sottili. Gerghi complessi e termini all’apparenza semplici possono infatti celare molte insidie. È il caso di remarketing e retargeting, due concetti spesso usati come sinonimi, anche dagli esperti del settore, ma che in realtà presentano differenze importanti.

    Vediamo perché questi termini generano confusione e perché è importante conoscere le differenze tra remarketing e retargeting.

    Cosa si intende per remarketing

    Il remarketing è una strategia di marketing digitale che consente a un’azienda di inviare annunci o messaggi mirati agli utenti che hanno già interagito con il suo sito web o con la sua app. L’obiettivo è ricoinvolgere potenziali clienti che hanno abbandonato il sito senza completare un’azione desiderata, come un acquisto o la compilazione di un modulo.

    Può essere utilizzato anche per raggiungere clienti già acquisiti, incoraggiandoli a effettuare nuovi acquisti o a compiere ulteriori azioni.

    differenze tra retargeting e remarketing

    Un esempio di remarketing è quello di un’azienda di software che mostra annunci per una prova gratuita agli utenti che hanno visitato la pagina dei prezzi senza registrarsi, oppure di un sito di viaggi che propone offerte di hotel in destinazioni cercate in precedenza ma non ancora prenotate.

    Perché il remarketing è importante

    Sviluppare una strategia di remarketing è fondamentale perché permette alle aziende di rivolgersi a utenti “caldi”, ovvero persone che hanno già mostrato interesse per il brand e che quindi hanno una maggiore probabilità di conversione.

    Il remarketing consente di mantenere il brand in evidenza agli occhi di potenziali clienti mentre navigano online, scorrono i social media o utilizzano app. Le decisioni d’acquisto richiedono tempo e numerosi punti di contatto con il brand. Mantenere una presenza costante è quindi fondamentale per restare nella top of mind dei consumatori.

    Il remarketing può essere considerato una strategia di coinvolgimento più ampia, volta a mantenere viva la relazione con chi ha già interagito con il brand. Il suo obiettivo è rafforzare la connessione e aumentare la considerazione attraverso comunicazioni mirate e personalizzate.

    Cosa si intende per retargeting

    Il retargeting è una strategia che utilizza annunci online per invitare gli utenti che non hanno completato un’azione nella prima interazione a riconnettersi. Si tratta di una serie di tattiche più immediate e orientate alla conversione.

    Si concentra sugli utenti che hanno mostrato interesse per un prodotto e utilizza la pubblicità mirata per incentivarne l’acquisto. Spesso sfrutta piattaforme di terze parti per mostrare annunci pertinenti e incoraggiare il ritorno sul sito.

    retargeting

    Il retargeting prevede la pubblicazione di annunci a pagamento rivolti a visitatori del sito o a utenti social che hanno mostrato interesse per determinati contenuti. Questi annunci li invitano a tornare sul sito e a completare azioni come un acquisto, la prenotazione di una demo o la registrazione a una prova gratuita.

    Un esempio concreto è quello di un utente che cerca su Google “scarpe per bambini” e visita un sito senza acquistare: quel brand potrà successivamente mostrargli su Meta un annuncio personalizzato con lo stesso modello di scarpe visualizzato in precedenza.

    Retargeting e Remarketing: le differenze principali

    Anche se retargeting e remarketing vengano spesso utilizzati come sinonimi, esistono alcune differenze sostanziali. Vediamo cosa distingue i due approcci:

    • Target: il retargeting si rivolge a chi ha già interagito con il sito o con i canali digitali del brand, mentre il remarketing si concentra su utenti che hanno compiuto azioni specifiche o che fanno parte di elenchi di contatti noti, come iscritti alla newsletter o clienti precedenti.
    • Obiettivo: il retargeting punta a stimolare un’azione immediata, come un acquisto o una registrazione; il remarketing mira a rafforzare la relazione con il brand e a incentivare nuove interazioni nel tempo.
    • Tempistica: il retargeting si attiva subito dopo l’interazione dell’utente, mentre il remarketing si basa su comunicazioni pianificate, spesso dopo un periodo di tempo più lungo.
    • Contenuti: gli annunci di retargeting tendono a richiamare l’attenzione sul prodotto o sul brand, mentre quelli di remarketing sono più orientati alla conversione o alla fidelizzazione.

    Remarketing vs Retargeting: quando usarli

    Il retargeting è indicato quando ci si vuole riconnettere con utenti che hanno visitato un sito o un’app senza che abbiano completato un’azione. È particolarmente efficace per recuperare carrelli abbandonati, stimolare chi ha solo esplorato le pagine e spingere gli utenti dal top o middle funnel verso la conversion.

    Il remarketing, invece, è utile per coltivare relazioni con contatti già noti, clienti, iscritti a newsletter o membri di programmi fedeltà, con l’obiettivo di fidelizzarli, promuovere offerte personalizzate o favorire azioni di upselling e cross-selling.

    Insieme, le due strategie di retargeting e remarketing permettono alle aziende di mantenere vivo l’interesse degli utenti, dal semplice contatto iniziale alla conversione e fino alla fidelizzazione.

    LEGGI ANCHE: Le 10 strategie di marketing B2B che devi conoscere