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  • L’Europa forma 4,6 milioni di addetti tech, ma i founder esperti volano negli Stati Uniti

    28 Novembre 2025

    Il più grande vantaggio competitivo dell’Europa non è il capitale, né la regolazione, né la dimensione del mercato. È il talento.

    Un talento abbondante, diversificato, altamente qualificato e storicamente distribuito in modo capillare tra ecosistemi nazionali molto diversi.

    numero totale di lavoratori tech e crescita della workforce

    Secondo lo State of European Tech 2025 di Atomico, oggi nel continente lavorano 4,6 milioni di addetti tech, un numero mai raggiunto prima.

    Nel 2016 erano circa la metà: significa che in meno di dieci anni l’Europa ha raddoppiato la propria forza lavoro tecnologica, con un ritmo di crescita medio annuo del 9,1%.

    È una traiettoria impressionante, soprattutto se confrontata con gli Stati Uniti, dove la crescita è stabile ma meno dinamica. L’Europa si conferma il più grande serbatoio di talenti tech al mondo dopo gli USA, e in alcune categorie anche oltre.

    Ma sotto la superficie emergono tendenze che non possono essere ignorate: pur crescendo, il talento europeo continua a migrare, soprattutto tra i founder più esperti, che sempre più spesso scelgono di spostare il quartier generale negli Stati Uniti.

    Il risultato è una tensione paradossale: il continente produce talento come mai prima d’ora, ma fatica a trattenere quello che serve per costruire aziende globali.

    Un ecosistema che attrae e genera sempre più talento tech

    I numeri del report raccontano una trasformazione strutturale.

    Grafico sulla crescita del numero di founder

    Oggi:

    • gli addetti tech in Europa sono 4,6 milioni
    • di questi, oltre 3 milioni lavorano per aziende europee (circa il 65% del totale)
    • nel 2016 la quota era appena del 59%: significa che più talento resta in Europa, pur in un mercato globalizzato

    Il dato più interessante è proprio questo: nonostante la competizione internazionale, una larga parte dei lavoratori tech formati, attratti o cresciuti nel continente sceglie di lavorare per aziende europee. Un segnale di maturità dell’ecosistema, che oggi offre:

    • stipendi competitivi
    • progetti tecnologici avanzati
    • startup che crescono rapidamente
    • scaleup che assumono migliaia di persone
    • un settore pubblico che investe in ricerca e digitalizzazione

    Ma il mercato del lavoro europeo non è soltanto grande: è anche diversificato. Nell’ultimo decennio l’Europa ha creato migliaia di ruoli in settori emergenti come:

    • AI applicata
    • semiconductors
    • climate tech
    • deep tech
    • space economy
    • quantum
    • cybersecurity

    Non più solo software: l’Europa sta diventando un hub per le tecnologie difficili, quelle a più intenso contenuto scientifico.

    L’Europa genera il 27% delle nuove startup globali

    Il continente non è soltanto un bacino di lavoratori qualificati. È anche una fabbrica di imprenditori.
    Secondo lo State of European Tech 2025 di Atomico, l’Europa genera il 27% delle nuove startup globali, un dato superiore a quello degli Stati Uniti e della Cina nel numero assoluto di nuovi founder.

    Grafico sulla quota globale dei founder 2016 vs 2025

    Questo non è un caso: negli ultimi anni il continente ha potenziato infrastrutture di supporto come:

    • acceleratori e incubatori
    • programmi pubblici di finanziamento
    • università orientate al trasferimento tecnologico
    • network privati e community founder-to-founder

    Il risultato è un ambiente fertile per chi decide di avviare un’azienda.

    Ma è qui che emerge il primo segnale di allarme.

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    I founder esperti iniziano a spostare l’HQ negli Stati Uniti

    Tra i founder più giovani e al primo progetto imprenditoriale, l’Europa rimane il luogo naturale per iniziare. Tra i founder più esperti, invece, le dinamiche cambiano.

    I founder esperti iniziano a spostare l’HQ negli Stati Uniti

    Il report evidenzia un dato significativo: la quota di seasoned founders, ossia imprenditori con esperienza, che avviano una nuova azienda dopo un exit o un percorso rilevante, che scelgono di posizionare l’HQ negli Stati Uniti è passata dal 10% al 18% in pochi anni.

    Un aumento di quasi il doppio.

    Non è una “fuga”, ma un trend che non può essere sottovalutato. Perché chi sposta il quartier generale in un altro continente porta con sé:

    • governance
    • investitori
    • talenti chiave
    • proprietà intellettuale
    • capitali raccolti
    • relazioni strategiche

    Il rischio non è perdere aziende esistenti, ma perdere quelle future prima ancora che diventino grandi.

    Il grande obiettivo europeo: “il miglior luogo al mondo per costruire una tech company”

    La Commissione Europea ha definito questo obiettivo in modo esplicito: fare dell’Europa il miglior posto al mondo per costruire una tech company. Lo ripetono governi, commissari, industriali e policy maker.

    Ma lo State of European Tech 2025 di Atomico dimostra che questo traguardo non è automatico: per trasformarlo in realtà servono riforme profonde in almeno tre aree critiche.

    1. Visti e attrazione del talento globale

    Il continente è competitivo nel formare talento, ma meno nell’attrarlo dall’estero.
    Le procedure per i visti sono spesso lente, complesse, differenziate per Paese e non calibrate sulle esigenze di startup e scaleup. Per competere con Stati Uniti, Regno Unito, Singapore e Emirati, servono:

    • digitalizzazione completa dei processi
    • tempi certi e rapidi (giorni, non mesi)
    • percorsi preferenziali per profili STEM, AI, deep tech
    • visti founder-friendly per imprenditori non europei

    2. Stock option: l’Europa è ancora troppo indietro

    Le stock option sono il cuore del modello tech.

    report di Atomico sul tech europeo

    Negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono lo strumento principale per trattenere il talento. In Europa sono ancora troppo penalizzate:

    • tassazione elevata
    • regimi diversi in ogni Paese
    • poca chiarezza normativa
    • scarsa portabilità da un Paese all’altro

    Per un senior engineer o un product manager, la differenza può valere centinaia di migliaia di euro nel medio termine. Questo spiega la scelta di molti talenti senior di migrare verso mercati più “equity-friendly”.

    3. Mobilità interna: un mercato unico… che non è davvero unico

    In teoria, l’Europa è un mercato senza confini. In pratica, per un’azienda che cresce, spostare personale o assumere in un altro Paese implica:

    • nuove norme sul lavoro
    • nuovi regimi fiscali
    • diverse tutele previdenziali
    • complessità assicurative
    • compliance aggiuntiva

    Lo State of European Tech 2025 di Atomico indica chiaramente che la mobilità del talento è uno dei nodi più critici della competitività europea.

    european tech report di Atomico

    Semplificare questi passaggi è fondamentale per trattenere i team di eccellenza.

    L’Europa ha talento. Ora deve imparare a trattenerlo

    Il quadro finale è chiaro.

    L’Europa ha:

    • il più grande bacino di lavoratori tech della sua storia
    • un ritmo di crescita superiore a quello americano
    • la quota più alta di nuove startup globali
    • un ecosistema di ricerca tra i migliori al mondo

    Ma ha anche:

    • una crescente attrazione degli Stati Uniti sui founder più esperti
    • stock option non competitive
    • visti lenti e disomogenei
    • una mobilità interna limitata
    • un mercato che spesso penalizza chi vuole scalare velocemente

    Secondo lo State of European Tech 2025 di Atomico, la battaglia non si gioca più sulla quantità di talento disponibile, ma sulla capacità di trasformarlo in aziende che restano e crescono in Europa.

    L’Europa può diventare davvero il miglior posto al mondo per costruire una tech company?

    La risposta è sì. Ma solo se riuscirà a modernizzare le sue politiche migratorie, armonizzare le stock option e rendere il mercato del lavoro davvero unico.

    Il talento c’è.
    Le aziende ci sono.
    Le opportunità ci sono.

    Ora tocca al continente creare le condizioni per farle restare.