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  • Instagram testa gli interessi nei profili degli utenti

    27 Maggio 2026

    Instagram sta provando a riportare un po’ di conversazione dentro una piattaforma che, negli ultimi anni, ha spinto molto sul consumo rapido di video. La nuova funzione in test va in questa direzione: permettere agli utenti di mostrare nel profilo alcuni interessi personali, così da rendere più immediata la scoperta di affinità e contenuti.

    La novità è stata individuata dall’app researcher Radu Oncescu e riguarda una sezione dedicata ai topic preferiti: ogni utente può aggiungere fino a cinque interessi al proprio profilo, visibili a chi lo visita. Un dettaglio piccolo, almeno in apparenza, ma utile per capire dove Instagram voglia intervenire: meno fruizione passiva, più segnali sociali.

    Instagram testa gli interessi visibili nei profili

    La funzione permette di indicare alcuni temi vicini ai propri gusti, alle proprie passioni o ai contenuti che si seguono con maggiore attenzione. Potrebbero essere categorie ampie, argomenti di nicchia, aree creative o semplicemente topic che descrivono meglio l’identità digitale di un profilo.

    L’obiettivo più evidente è facilitare il contatto tra utenti con interessi simili. Chi arriva su un profilo potrebbe capire più rapidamente se quella persona pubblica, segue o apprezza contenuti vicini ai propri. In una piattaforma dove il feed è sempre più guidato dalle raccomandazioni, riportare una traccia esplicita degli interessi nel profilo significa ridare peso alla dimensione relazionale.

    La novità potrebbe avere anche un secondo effetto, più tecnico. Secondo quanto emerso, gli interessi indicati dagli utenti potrebbero contribuire a influenzare i contenuti mostrati dall’algoritmo, in modo simile ai controlli già previsti da Instagram per personalizzare le raccomandazioni.

    Fino a cinque topic per raccontare il profilo

    Il limite dei cinque interessi non sembra casuale. Serve a evitare profili troppo affollati e a spingere gli utenti a selezionare ciò che li rappresenta davvero in quel momento. Non un elenco infinito di passioni, ma una piccola mappa personale.

    Per Instagram, questi segnali possono diventare utili su più livelli. Da una parte migliorano la leggibilità del profilo. Dall’altra possono offrire dati dichiarati, quindi meno impliciti rispetto ai comportamenti ricavati da like, visualizzazioni e tempo di permanenza sui contenuti.

    È una differenza rilevante. Un utente può guardare molti Reels su un tema per curiosità momentanea, senza volerlo trasformare in una preferenza stabile. Un interesse aggiunto al profilo, invece, è una scelta più intenzionale.

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    Una funzione vicina ai test già visti con Picks

    Instagram aveva già sperimentato soluzioni simili. Nel 2025 era comparsa una funzione chiamata Picks, pensata per consentire agli utenti di evidenziare alcune cose di loro interesse attraverso le Notes nella inbox.

    Il nuovo test riprende quella logica, ma la porta nel punto più visibile dell’identità digitale: il profilo. Non si tratta più solo di un segnale temporaneo o inserito dentro una conversazione privata, ma di un elemento stabile, almeno finché l’utente decide di mantenerlo.

    Anche Threads, ancora legato all’ecosistema Instagram, ha provato una visualizzazione molto simile degli interessi nei profili. Meta sembra quindi lavorare su un’idea trasversale: usare i topic dichiarati come strumento per rendere più facile la connessione tra persone e comunità.

    Dal profilo alla community

    Il tema non riguarda soltanto l’interfaccia. Instagram deve continuare a distinguersi da TikTok, soprattutto sul terreno della relazione tra utenti. TikTok ha costruito una forza enorme nella distribuzione dei contenuti video, mentre Instagram conserva ancora un vantaggio nella rete sociale: profili, contatti, creator seguiti, messaggi, storie, legami personali.

    Aggiungere gli interessi nel profilo può aiutare a rafforzare proprio questa parte dell’esperienza. Non basta intrattenere. Una piattaforma sociale deve anche permettere alle persone di riconoscersi, seguirsi, scriversi, costruire piccole comunità attorno a gusti condivisi.

    Il rischio Reels e il bisogno di restare social

    Negli ultimi anni Instagram ha puntato con forza sui Reels, spingendo contenuti brevi e raccomandati anche da account non seguiti. È stata una scelta necessaria per rispondere alla crescita di TikTok, ma ha modificato il modo in cui molti utenti vivono l’app.

    Il problema è evidente: se Instagram diventa solo un flusso continuo di video, perde parte della sua identità originaria. L’app resta efficace per l’intrattenimento, ma rischia di indebolire quella componente di connessione personale che l’ha resa centrale nella vita digitale di milioni di persone.

    Gli interessi nei profili sembrano una risposta sottile a questo rischio. Non cambiano l’esperienza da soli, ma aggiungono un segnale umano in un ambiente dominato da raccomandazioni automatiche. Un modo per dire: questo profilo non è solo ciò che pubblica o ciò che l’algoritmo decide di mostrare, ma anche ciò che sceglie di dichiarare.

    Un segnale utile anche per i creator

    Per creator, brand e professionisti, la funzione potrebbe diventare interessante. Mostrare interessi coerenti con la propria attività potrebbe aiutare a rendere più chiaro il posizionamento di un profilo, soprattutto per chi arriva da una ricerca, da un commento o da un contenuto suggerito.

    Un creator che parla di fitness, sostenibilità, moda vintage o AI potrebbe usare i topic per rendere immediata la propria area di riferimento. Lo stesso vale per piccoli brand, community verticali o progetti editoriali. La funzione, se estesa, potrebbe diventare un piccolo strumento di profilazione editoriale.

    Resta da capire quanto peso Instagram assegnerà davvero a questi interessi nelle raccomandazioni. Se il dato dovesse incidere sul feed, sui Reels o sui suggerimenti di account da seguire, la scelta dei topic potrebbe diventare più strategica di quanto sembri.

    Cosa può cambiare per l’algoritmo di Instagram

    La parte più delicata riguarda l’uso degli interessi come segnale algoritmico. Instagram lavora già su sistemi che interpretano il comportamento degli utenti: cosa guardano, cosa salvano, cosa commentano, quali profili seguono e quanto tempo passano su determinati contenuti.

    Con gli interessi dichiarati, la piattaforma potrebbe aggiungere un livello diverso: ciò che l’utente dice esplicitamente di voler vedere o rappresentare. È un’informazione preziosa, perché riduce almeno in parte l’ambiguità dei segnali passivi.

    Non è detto che la funzione arrivi a tutti, né che mantenga la forma attuale. Instagram testa spesso opzioni che poi vengono modificate, integrate altrove o abbandonate. Ma la direzione è chiara: l’app cerca nuovi modi per rimanere un luogo di connessione, non solo una macchina di intrattenimento.

    Il punto sarà capire se gli utenti useranno davvero questi interessi per raccontarsi o se li tratteranno come un dettaglio estetico in più. La differenza, per Instagram, è cruciale. Perché la piattaforma può ancora vincere sulla relazione, più che sulla quantità di video nel feed.