• Tutta l'Informazione Ninja nella tua mail

  • LinkedIn fotografa l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro

    17 Febbraio 2026

    Negli ultimi due anni l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro è diventato un tema centrale nelle aziende. Il nuovo report pubblicato da LinkedIn mostra una diffusione ormai trasversale degli strumenti di AI generativa, ma anche una crescente consapevolezza dei loro limiti.

    L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro cresce ma le competenze restano basse

    Secondo i dati raccolti, molti professionisti integrano l’AI nelle attività quotidiane, soprattutto nel marketing B2B.

    Tuttavia, solo il 32% degli intervistati si definisce “estremamente competente” nell’uso dell’intelligenza artificiale, un dato invariato rispetto all’anno precedente.

    What Marketers Say Would Help Them Use AI More Effectively

    Il gap è evidente anche ai vertici: appena il 38% dei CMO dichiara di sentirsi molto sicuro delle proprie competenze AI.

    Un segnale che l’adozione AI nelle aziende procede più velocemente della formazione.

    Le competenze AI professionali più richieste

    LinkedIn segnala un aumento delle competenze legate a prompt engineering, automazione dei processi e analisi dei dati nei profili degli iscritti.

    Fastest Growing AI Skills Added to Marketer Profiles - report sull'intelligenza artificiale nel lavoro di LinkedIn

    Questo suggerisce che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano si stia consolidando, ma richieda ancora specializzazione e training mirato.

    LEGGI ANCHE: SEO per chatbot AI: come ottimizzare i contenuti secondo la guida LinkedIn

    AI generativa nel marketing B2B tra targeting avanzato e buyer group

    Il report evidenzia anche come LinkedIn stia integrando l’AI nei propri strumenti pubblicitari, con soluzioni come Buyer Groups e Predictive Audiences per migliorare il targeting.

    Nel marketing B2B, l’AI generativa nel marketing B2B promette maggiore precisione nell’identificare decision maker e ottimizzare le campagne, ma l’efficacia reale dipende dalla qualità dell’analisi umana a monte.

    Il ROI dell’intelligenza artificiale divide le aziende

    Se l’entusiasmo iniziale parlava di rivoluzione totale, oggi il quadro è più sfumato. Uno studio di Bain & Company rileva che il 95% delle aziende statunitensi utilizza l’AI generativa, ma il 29% non è certo del ritorno sull’investimento.

    95% of B2B marketers use AI at least weekly. 65% use it daily or more.  (B2B Marketing Benchmark)

    Altri report mostrano che il 42% delle aziende che avevano adottato strumenti AI li ha successivamente abbandonati.

    Il tema del ROI dell’intelligenza artificiale resta dunque aperto.

    L’AI aumenta davvero la produttività

    Secondo una ricerca citata da Harvard Business Review, gli strumenti AI non sempre fanno risparmiare tempo: possono intensificare il carico di lavoro, migliorando la produttività ma aumentando il rischio di burnout.

    Questo rafforza un punto chiave: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro non è automaticamente sinonimo di efficienza.

    L’intelligenza artificiale può sostituire i lavoratori: le evidenze

    Il report e le ricerche collegate convergono su una conclusione meno sensazionalistica rispetto alle narrazioni iniziali: l’AI è complementare, non sostitutiva.

    Molti CEO hanno immaginato risparmi drastici grazie alla sostituzione del personale con strumenti generativi. Nella pratica, però, l’AI funziona davvero solo quando è nelle mani di professionisti esperti, capaci di interpretare output, correggere errori e trasformare i dati in valore concreto.

    L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro sembra quindi più uno strumento di potenziamento che una rivoluzione sostitutiva. La trasformazione c’è, ma è più graduale e complessa di quanto l’hype iniziale lasciasse intendere.

    Tags: