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  • WhatsApp permetterà ai genitori di gestire privacy e interazioni dei figli

    14 Gennaio 2026

    Il parental control su WhatsApp è destinato a diventare una delle evoluzioni più rilevanti della piattaforma negli ultimi anni.

    Il parental control su WhatsApp entra in una nuova fase

    WhatsApp sta infatti lavorando a un sistema di account secondari collegati, pensato per consentire ai genitori di supervisionare l’esperienza dei figli più giovani in modo strutturato e meno invasivo.

    La novità si inserisce in un contesto in cui la messaggistica istantanea è uno degli spazi digitali più frequentati da bambini e adolescenti, spesso senza strumenti di controllo realmente efficaci.

    Cosa sono gli account secondari

    Il nuovo parental control su WhatsApp si basa sull’introduzione di account secondari, collegati a un account principale gestito da un genitore. Questi profili avranno funzionalità limitate e impostazioni predefinite orientate alla sicurezza.

    Supervisione senza accesso ai contenuti

    Un punto centrale del sistema è il rispetto della privacy. I genitori non potranno leggere messaggi o ascoltare chiamate, che resteranno protette dalla end-to-end encryption, evitando un modello di sorveglianza diretta.

    Limitare chat e chiamate

    Uno degli aspetti più concreti del parental control su WhatsApp riguarda la gestione delle interazioni. Gli account secondari limiteranno messaggi e chiamate ai soli contatti salvati per impostazione predefinita, riducendo il rischio di contatti indesiderati o sconosciuti.

    Una funzione attesa da tempo

    Ad oggi, WhatsApp non offre strumenti semplici per impedire comunicazioni da numeri esterni alla rubrica. Questa funzione colma una lacuna importante, soprattutto per gli utenti più giovani.

    Privacy e impostazioni sotto controllo dei genitori

    Il parental control su WhatsApp permetterà ai genitori di rivedere e modificare alcune impostazioni di privacy spesso ignorate dagli adolescenti, come la visibilità delle informazioni personali o la gestione delle richieste di contatto.

    Attività condivisa, messaggi protetti

    WhatsApp prevede anche la possibilità di condividere informazioni generiche sull’attività dell’account, senza mai esporre il contenuto delle conversazioni. Un compromesso pensato per garantire sicurezza senza invadere la sfera privata.

    Sicurezza e autonomia

    Con questo approccio, WhatsApp sembra voler evitare modelli di controllo rigidi. Il parental control su WhatsApp punta piuttosto su una supervisione guidata, che responsabilizza sia i genitori sia i ragazzi, mantenendo uno spazio di autonomia personale.

    È una scelta che riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui le piattaforme stanno affrontando il tema della tutela dei minori.

    LEGGI ANCHE: WhatsApp lancia i nomi utente senza numero di telefono

    Una funzione ancora in sviluppo

    Come spesso accade per le novità individuate nelle versioni beta, molte delle funzioni legate al parental control su WhatsApp sono ancora in fase di sviluppo. Il rilascio sarà graduale e potrebbe subire modifiche prima della disponibilità globale.

    Un segnale sul futuro della messaggistica

    Nonostante ciò, l’introduzione di account secondari indica una direzione chiara: WhatsApp riconosce che la messaggistica non è più un ambiente esclusivamente adulto e sta adattando la piattaforma alle esigenze delle famiglie.

    Il parental control su WhatsApp come possibile nuovo standard

    Se implementato su larga scala, il parental control su WhatsApp potrebbe diventare un punto di riferimento anche per altre app di messaggistica. In un ecosistema digitale sempre più complesso, offrire strumenti di supervisione che rispettino la privacy potrebbe rappresentare un nuovo standard.

    Un equilibrio difficile, ma sempre più necessario.