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  • Project Management: l’Italia accelera sull’AI, ma la sicurezza resta la vera priorità d’acquisto

    Il 64% degli acquirenti italiani considera la sicurezza un fattore “critico” nella scelta dei nuovi strumenti digitali per la gestione dei progetti

    15 Ottobre 2025

    L’intelligenza artificiale sta trasformando le funzionalità dei software di project management, ma sta anche introducendo nuovi rischi, rimodellando le priorità degli acquirenti e accelerando le decisioni, a volte senza una pianificazione strategica adeguata.

    Un nuovo studio globale condotto da Capterra rivela che, mentre in Italia cresce rapidamente l’adozione dell’intelligenza artificiale nei software di gestione dei progetti, le preoccupazioni legate alla sicurezza e all’adattabilità restano i principali criteri nelle decisioni di acquisto aziendali.

    Il Report Globale 2025 sui software di project management (PM), basato su un sondaggio condotto a luglio su 2.545 professionisti, tra cui 227 italiani, mette in luce anche una crescente richiesta di soft skills, in particolare dell’intelligenza emotiva, per gestire la complessità dei nuovi ambienti potenziati dall’AI. 

    L’AI guida l’innovazione, ma la sicurezza detta le condizioni

    Secondo i dati dello studio, l’Italia mostra una forte propensione all’innovazione, accompagnata da grande prudenza nella protezione degli asset sensibili. Il 43% degli acquirenti italiani di software per il project management indica il desiderio di aggiungere funzionalità di AI e migliorare le integrazioni come i principali motivi per l’acquisto di nuovi strumenti. A livello globale, oltre la metà degli acquirenti (55%) cita l’aggiunta di AI come fattore determinante nell’ultima scelta di acquisto.

    Tuttavia, la sicurezza rimane la principale preoccupazione: il 64% degli acquirenti italiani considera la sicurezza “critica” nella scelta e implementazione dei software PM. Per il 26%, i problemi di sicurezza sono stati il fattore scatenante dell’ultimo acquisto. Questi strumenti infatti gestiscono dati sensibili come budget, contratti e informazioni aziendali riservate.

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    L’adozione dell’AI, con funzionalità di analisi predittiva e AI generativa, amplia ulteriormente la superficie d’attacco, creando nuovi flussi di dati e punti di integrazione che possono essere sfruttati da hacker.

    Adozione dell’AI: mancano competenze e strategie

    L’introduzione di strumenti basati sull’AI sta creando un divario tra l’acquisto e il reale utilizzo del loro valore. Il 35% degli intervistati italiani indica le difficoltà di adozione dell’AI come la principale sfida legata al software. 

    Le cause principali sono la mancanza di competenze, onboarding insufficiente e disallineamento dei flussi di lavoro.

    A livello globale, oltre due professionisti su cinque (41%) segnalano problemi simili. L’uso dell’intelligenza artificiale richiede infatti nuove abilità, come l’interpretazione delle previsioni, la configurazione delle automazioni e l’adattamento dei processi.

    Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’automazione rende le competenze umane ancora più essenziali. L’AI può automatizzare compiti, ma non può sostituire la capacità di gestire conflitti o costruire fiducia.

    Il 51% dei project manager italiani dichiara di aver aumentato l’uso dell’intelligenza emotiva da quando ha adottato l’AI. Competenze come la risoluzione dei conflitti, la negoziazione e la comunicazione strategica risultano fondamentali per la gestione di team complessi e automatizzati.

    Come massimizzare il valore dell’intelligenza artificiale

    Per ottenere il massimo dall’intelligenza artificiale ed evitare fallimenti nei progetti, le aziende devono bilanciare l’innovazione tecnologica con una solida preparazione operativa.

    Data la centralità della sicurezza, i manager sono chiamati a concentrarsi su un design software incentrato sulla protezione dei dati, chiedendo trasparenza ai fornitori riguardo alla gestione dei flussi informativi generati dall’AI.

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    Per superare le lacune di competenze e favorire l’adozione, è necessario privilegiare prodotti con interfacce intuitive e programmi di onboarding efficaci. Inoltre, i project manager dovrebbero ricevere formazione continua sull’intelligenza emotiva e sulla gestione dei conflitti.

    Il software di project management non si limita più a gestire i progetti: oggi, potenzia le persone attraverso un’automazione intelligente e responsabile.

    Budget in crescita per nuovi strumenti e funzioni

    A livello globale, due aziende su tre stanno aumentando la spesa per i software di gestione dei progetti, con l’obiettivo di aggiungere nuovi strumenti, ampliare funzionalità e ottenere servizi e supporto aggiuntivi. Solo un terzo delle imprese cita come motivi principali l’aumento dei prezzi, la sostituzione del software o la crescita del numero di utenti.

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    L’aggiunta di utenti è all’ultimo posto, in linea con la tendenza alla riduzione del personale. Le aziende chiedono ai dipendenti di “fare di più con meno”, utilizzando strumenti basati sull’AI per gestire i carichi di lavoro e mantenere i progetti in linea con gli obiettivi.

    I progetti diventano sempre più grandi e complessi, con i cosiddetti “mega” o “giga progetti” (del valore di 1 miliardo di dollari o più) che coinvolgono team distribuiti su diversi fusi orari. In questo contesto, il coordinamento manuale è ormai impossibile.

    L’AI sta creando nuove aspettative, già consolidate in settori come marketing, finanza e customer service. Anche i leader di project management dovranno adeguarsi.

    Con meno personale e più lavoro, i project manager sono sempre più alla ricerca di soluzioni che riducano le attività amministrative e migliorino la prioritizzazione delle risorse. L’adattabilità diventa la parola chiave: le aziende devono gestire risorse limitate, maggiore complessità e la pressione per raggiungere l’efficienza a lungo termine.

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    Sicurezza: la sfida più importante

    Man mano che l’intelligenza artificiale espande le funzionalità dei software, cresce anche la superficie d’attacco. Più dati, più integrazioni, più rischi. Per questo, la sicurezza supera oggi le funzionalità di AI come priorità assoluta per gli acquirenti di software PM.

    I software di project management memorizzano informazioni sensibili come budget, contratti, listini prezzi e file dei clienti, e l’introduzione di strumenti di AI generativa e analisi predittiva aumenta ulteriormente i rischi.

    Le aziende richiedono crittografia, controlli di accesso e audit trail, ma pretendono anche facilità d’uso: un equilibrio difficile da raggiungere, che spiega perché la sicurezza sia al tempo stesso fonte di soddisfazione e insoddisfazione.

    Un caso emblematico: la violazione di Trello

    Nel luglio 2024, un hacker noto come “emo” ha pubblicato su Breach Forums i dati di milioni di utenti di Trello, esponendo oltre 15 milioni di indirizzi email, insieme a nomi, URL dei profili e appartenenze alle board.

    L’attacco, reso possibile da un endpoint API non sicuro, dimostra come gli strumenti di collaborazione e gestione dei progetti siano obiettivi di alto valore per la criminalità informatica.

    Con l’integrazione crescente e l’uso diffuso dell’AI, il volume e la sensibilità dei dati in transito aumentano, rendendo indispensabili controlli di accesso solidi e API protette.

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