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Meta testa un’app di video AI standalone
9 Febbraio 2026
Meta continua a spingere sull’acceleratore dell’intelligenza artificiale. E lo fa portando alle estreme conseguenze una domanda che aleggia da tempo: cosa succede se togliamo del tutto l’elemento umano dai social video?
L’app AI video di Meta nasce da Vibes
L’app AI video di Meta nasce come estensione diretta di Vibes, il feed di video generati dall’intelligenza artificiale integrato nell’app Meta AI. Dopo i primi segnali positivi, l’azienda ha deciso di separare l’esperienza in un’app standalone, disponibile in fase di test in Brasile e Messico.
L’obiettivo è offrire un ambiente full-screen dedicato esclusivamente alla scoperta e alla condivisione di video AI, svincolato dalle altre funzioni dell’app Meta AI, oggi fortemente legate all’uso degli smart glasses.
Un feed simile a TikTok, ma senza creator
Il paragone è inevitabile: l’esperienza ricorda TikTok, ma con una differenza sostanziale. Ogni clip è generata dall’intelligenza artificiale. Nessun creator, nessuna ripresa reale, nessuna esperienza vissuta alla base del contenuto.

Perché Meta punta su un’app di video generati dall’AI
Secondo Meta, il formato Vibes ha mostrato una trazione iniziale superiore alle aspettative. Nei documenti citati da Platformer, Meta spiega che gli utenti stanno utilizzando sempre di più l’AI per creare, scoprire e condividere video con amici, rendendo necessario uno spazio dedicato e più immersivo.
I numeri raccontati da Meta
Durante la presentazione dei risultati del quarto trimestre 2025, Meta ha dichiarato che i contenuti generati tramite l’app Meta AI sono triplicati su base annua. Un dato che, pur risultando in parte distorto dal lancio recente di Vibes, viene comunque usato dall’azienda per giustificare l’espansione del progetto.
L’app AI video di Meta e il rischio di un feed artificiale
Un feed composto solo da video AI solleva però una questione più ampia. Non tanto tecnologica, quanto culturale. I social media nascono per facilitare connessioni umane, non per sostituirle.
I contenuti generati dall’intelligenza artificiale possono essere visivamente impressionanti e offrire nuovi strumenti creativi, ma mancano di un elemento centrale: l’esperienza umana da cui nascono.
Quando l’AI diventa “slop”
Il problema non è l’AI in sé, ma la scala. Quando chiunque può produrre quantità infinite di video con pochi prompt, il rischio è un’esplosione di contenuti mediocri. La maggior parte delle idee non è buona, e l’AI non risolve questo limite, lo amplifica.
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Creatività, AI e il limite dell’automazione
Per loro natura, i modelli generativi sono derivativi. Rielaborano ciò che già esiste, senza vissuto, senza contesto emotivo. La creatività, invece, nasce dall’esperienza, dall’errore, dalla soggettività.
Un video può essere tecnicamente perfetto, ma vuoto. È questo il confine sottile tra produzione e creazione, tra output e significato.
L’illusione dell’accessibilità creativa
Rendere la produzione di contenuti più facile non significa rendere tutti più creativi. L’idea resta centrale. Se l’idea non funziona, nessun modello generativo può salvarla. Un feed interamente AI rischia di trasformarsi in una distesa di tentativi che non lasciano traccia.
L’app AI video di Meta tra investimento e visione
Meta sta investendo centinaia di miliardi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. È quindi coerente che voglia mostrare pubblicamente cosa è possibile fare con queste tecnologie. Ma una cosa è usare l’AI come strumento, un’altra è metterla al centro dell’esperienza sociale.
L’impressione è che ingegneri molto brillanti stiano cercando di rendere sistematica una dimensione che, per definizione, sfugge alla logica.
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Il futuro dei social tra AI e presenza umana
La vera domanda non è se l’AI possa creare video sempre più realistici. È se possa davvero replicare ciò che rende un contenuto memorabile: la possibilità di vedere il mondo attraverso gli occhi di un’altra persona.
L’app AI video di Meta rappresenta un esperimento interessante, ma anche un test culturale. Se il futuro dell’intrattenimento sarà fatto solo di video generati, la sfida non sarà distinguere il vero dal falso, ma trovare ancora qualcosa che valga la pena guardare.
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