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10.000 autori pubblicano un libro vuoto contro l’uso delle loro opere da parte dell’AI
11 Marzo 2026
Migliaia di scrittori hanno deciso di protestare con un gesto simbolico ma potente: pubblicare un libro completamente vuoto. L’iniziativa, intitolata “Don’t Steal This Book”, riunisce circa 10.000 autori contro l’intelligenza artificiale, accusata di utilizzare opere protette da copyright per addestrare modelli generativi senza autorizzazione né compenso.
Tra i nomi che hanno aderito alla protesta figurano autori di fama internazionale come Kazuo Ishiguro, Philippa Gregory e Richard Osman.
Il libro contiene solo una lista di firme degli autori coinvolti ed è stato distribuito alla London Book Fair, uno degli eventi editoriali più importanti del settore.
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Gli autori contro l’intelligenza artificiale pubblicano un libro simbolicamente vuoto
Il progetto Don’t Steal This Book nasce come forma di protesta contro l’utilizzo delle opere letterarie per addestrare sistemi di intelligenza artificiale generativa.
Il volume non contiene racconti, saggi o capitoli. L’unico contenuto è una lunga lista di nomi: quelli degli scrittori che hanno deciso di unirsi alla protesta.
L’obiettivo è attirare l’attenzione su un tema che negli ultimi anni ha acceso il dibattito globale: l’uso dei libri e delle opere creative per addestrare modelli di AI senza il consenso degli autori.
Gli scrittori chiedono compensi per l’uso delle opere nell’AI
Tra gli autori che hanno partecipato alla protesta figurano anche Mick Herron, Marian Keyes, David Olusoga e Malorie Blackman, autrice della saga Noughts and Crosses.
Secondo molti scrittori coinvolti nell’iniziativa, non è irragionevole chiedere che le aziende di intelligenza artificiale paghino per utilizzare libri protetti da copyright.
Il punto centrale della protesta riguarda proprio il principio di base: se un modello AI viene addestrato su opere creative, gli autori dovrebbero essere riconosciuti e compensati per l’utilizzo dei loro lavori.
La protesta degli autori contro l’intelligenza artificiale arriva alla London Book Fair
La distribuzione del libro alla London Book Fair non è casuale. L’iniziativa arriva infatti pochi giorni prima che il governo britannico pubblichi un’analisi sull’impatto economico delle possibili modifiche alle leggi sul copyright.
Il Regno Unito sta valutando una riforma che potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra copyright e intelligenza artificiale, generando forte preoccupazione tra scrittori, artisti e creativi.
Il ruolo del compositore Ed Newton-Rex nella protesta
A organizzare l’iniziativa è stato Ed Newton-Rex, compositore e attivista impegnato nella difesa dei diritti degli artisti.
Secondo Newton-Rex, l’attuale sviluppo dell’AI generativa si basa su un sistema che utilizza opere creative senza autorizzazione.
“L’industria dell’intelligenza artificiale è costruita su lavori presi senza permesso o pagamento”, ha dichiarato. “Non è un crimine senza vittime: questi sistemi competono con le persone il cui lavoro è stato usato per addestrarli”.
Il nodo tra copyright e intelligenza artificiale divide il settore creativo
Il tema del copyright e intelligenza artificiale è diventato uno dei più controversi nell’evoluzione delle tecnologie generative.
I modelli AI richiedono enormi quantità di dati per funzionare, inclusi libri, articoli, immagini e contenuti pubblicati sul web. Molti di questi materiali sono protetti da diritto d’autore.
La raccolta e l’utilizzo di questi dati hanno già portato a numerose cause legali negli Stati Uniti e in Europa, con autori e aziende creative che accusano le società tecnologiche di aver utilizzato contenuti piratati per addestrare i modelli.
Un caso emblematico riguarda la società Anthropic, sviluppatrice del chatbot Claude, che nel 2025 ha accettato di pagare 1,5 miliardi di dollari per chiudere una class action intentata da autori che denunciavano l’uso non autorizzato dei loro libri.
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Le nuove regole su AI e diritto d’autore nel Regno Unito
Il dibattito tra AI e diritto d’autore è particolarmente acceso nel Regno Unito, dove il governo sta valutando diverse opzioni per aggiornare la normativa.
Tra le proposte discusse figura anche la possibilità di consentire alle aziende di intelligenza artificiale di utilizzare opere protette da copyright senza autorizzazione preventiva, a meno che gli autori non decidano esplicitamente di opporsi.
Questa ipotesi ha scatenato forti proteste nel mondo culturale. Tra le voci critiche c’è anche Elton John, che ha accusato il governo di voler indebolire la protezione delle opere creative.
Una licenza collettiva per l’uso dei libri nell’AI
Parallelamente alla protesta degli autori contro l’intelligenza artificiale, il settore editoriale sta cercando soluzioni per regolare l’utilizzo delle opere nei sistemi AI.
Alla London Book Fair verrà presentata un’iniziativa guidata da Publishers’ Licensing Services, un’organizzazione non profit che gestisce i diritti editoriali.
L’obiettivo è creare un sistema di licenze collettive che permetta alle aziende di intelligenza artificiale di accedere legalmente ai contenuti pubblicati, garantendo allo stesso tempo compensi per autori ed editori.
La protesta rappresentata dal libro Don’t Steal This Book mostra quanto il rapporto tra creatività e tecnologia sia diventato centrale nel dibattito culturale contemporaneo. Gli scrittori chiedono che l’innovazione non avvenga a scapito del lavoro creativo che alimenta i sistemi di intelligenza artificiale.
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