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  • Adam Mosseri chiarisce che ripubblicare contenuti nelle Stories non aumenta la visibilità

    8 Aprile 2026

    Instagram interviene su uno dei dubbi più diffusi tra creator e social media manager. Durante una sessione di domande e risposte, Adam Mosseri ha spiegato che condividere un post nelle Stories non aumenta in modo significativo la reach.

    Si tratta di una convinzione molto diffusa, spesso presentata come una scorciatoia per ottenere più visibilità. Secondo Mosseri, però, questa pratica non ha un impatto reale sulle performance dei contenuti.

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    Perché le Stories non aumentano davvero la visibilità dei post

    La spiegazione è legata al funzionamento dell’algoritmo e alla natura dei contenuti.

    I post nel feed hanno più possibilità di essere distribuiti grazie a spazi come Explore, dove possono raggiungere anche utenti che non seguono il profilo. Le Stories, invece, sono visibili principalmente ai follower e hanno una durata limitata.

    Differenza tra feed e Stories

    I contenuti pubblicati nel feed:

    • possono essere raccomandati a nuovi utenti
    • restano visibili nel tempo
    • contribuiscono alla crescita della reach

    Le Stories, al contrario, hanno una funzione più immediata e relazionale, legata alla comunicazione diretta con chi già segue il profilo.

    Questo significa che condividere un post nelle Stories non ne modifica la distribuzione né la sua “idoneità” a essere mostrato a nuovi utenti.

    Gli hack di Instagram funzionano davvero?

    Mosseri ha anche affrontato un tema più ampio: quello dei presunti trucchi per crescere su Instagram.

    Perché gli hack raramente funzionano

    Secondo il CEO della piattaforma, le strategie basate su “hack”:

    • a volte funzionano temporaneamente
    • nella maggior parte dei casi non producono risultati
    • vengono rapidamente limitate dalla piattaforma

    Instagram tende infatti a intervenire quando emergono comportamenti artificiali che cercano di manipolare l’algoritmo.

    L’approccio consigliato da Instagram

    Più che cercare scorciatoie, Mosseri invita a concentrarsi su elementi fondamentali:

    • capire il proprio pubblico
    • analizzare cosa funziona davvero
    • mantenere coerenza con la propria identità

    In altre parole, la crescita passa da contenuti rilevanti e costanti, non da meccanismi artificiali.

    Instagram valuta la possibilità di programmare le Stories

    Oltre a smentire il mito sulla reach, Mosseri ha aperto a una possibile novità: la programmazione delle Stories.

    Perché finora non era possibile programmare le Stories

    Instagram ha sempre considerato le Stories come contenuti spontanei, pensati per raccontare il momento in tempo reale. Per questo motivo, la piattaforma ha evitato finora di introdurre strumenti di scheduling.

    Una funzione sempre più richiesta

    Negli ultimi anni, però, la richiesta da parte di creator e brand è cresciuta. Sempre più utenti vogliono poter pianificare i contenuti per gestire meglio la propria presenza online.

    Mosseri ha confermato che questa possibilità è attualmente in fase di valutazione interna, senza però indicare tempistiche precise.

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    Cosa cambia per creator e social media manager

    Le dichiarazioni di Mosseri offrono un’indicazione chiara su come interpretare la crescita su Instagram oggi.

    Le Stories restano uno strumento utile per mantenere il rapporto con la community, ma non sono una leva diretta per aumentare la reach dei post.

    Allo stesso tempo, l’eventuale introduzione della programmazione potrebbe cambiare il modo in cui brand e creator organizzano i contenuti, rendendo la gestione più strutturata e meno legata all’immediatezza.

    Per chi lavora nel social media marketing, il messaggio è netto: meno attenzione agli hack, più focus su strategia, contenuti e pubblico.

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