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  • Anthropic limita il rilascio di Claude Mythos per evitare rischi di attacchi informatici

    8 Aprile 2026

    Anthropic ha annunciato Claude Mythos Preview, un avanzato sistema di AI per la cybersecurity progettato per individuare vulnerabilità e falle nei software. Si tratta di uno strumento particolarmente potente, capace di identificare anche bug complessi difficili da rilevare con metodi tradizionali.

    Proprio per queste capacità, l’azienda ha scelto un approccio prudente: il modello sarà accessibile solo a un numero ristretto di aziende selezionate.

    Perché Anthropic limita l’accesso al modello AI

    La decisione nasce dal timore che tecnologie di questo tipo possano essere sfruttate anche da attori malevoli. Un sistema capace di trovare vulnerabilità con grande precisione potrebbe infatti essere utilizzato non solo per difendere, ma anche per attaccare.

    Per questo motivo, Anthropic ha avviato un rilascio controllato, con l’obiettivo di testare il modello in contesti sicuri prima di un’eventuale diffusione più ampia.

    Project Glasswing coinvolge oltre 40 aziende nella sicurezza informatica

    Il nuovo modello sarà utilizzato all’interno di Project Glasswing, un’iniziativa dedicata allo sviluppo di strumenti di sicurezza informatica basati su AI.

    Tra i partner figurano alcune delle principali aziende tecnologiche globali, tra cui Apple, Google, Microsoft e Amazon Web Services, insieme a realtà specializzate come CrowdStrike e Palo Alto Networks.

    Aziende coinvolte nel Project Glasswing

    Le aziende partecipanti lavorano su infrastrutture software critiche e utilizzeranno il modello per rafforzare la sicurezza sia dei sistemi proprietari sia di quelli open source.

    Anthropic ha inoltre previsto un investimento significativo, con fino a 100 milioni di dollari in crediti di utilizzo per supportare le attività iniziali.

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    Claude Mythos Preview individua vulnerabilità anche molto complesse

    Secondo quanto dichiarato dall’azienda, Claude Mythos Preview rappresenta un salto avanti nella capacità dei modelli di AI per la cybersecurity.

    In un test, il sistema è riuscito a individuare un bug presente da 27 anni in OpenBSD, un sistema operativo noto proprio per la sua attenzione alla sicurezza.

    Come funziona Claude Mythos Preview

    Il modello non è stato progettato esclusivamente per la cybersecurity, ma deriva le sue capacità da competenze avanzate di coding e ragionamento.

    Questo lo rende particolarmente efficace nell’analizzare codice complesso e individuare anomalie che sfuggono agli strumenti tradizionali.

    I rischi dell’intelligenza artificiale nella sicurezza informatica

    L’annuncio di Anthropic riaccende il dibattito sui rischi legati all’uso dell’AI per la cybersecurity. Se da un lato queste tecnologie possono migliorare le difese digitali, dall’altro possono amplificare le capacità offensive.

    La stessa azienda ha sottolineato la necessità di evitare un rilascio “irresponsabile” che potrebbe favorire cybercriminali o attori statali.

    Un equilibrio tra innovazione e sicurezza

    Secondo il CEO Dario Amodei, il potenziale è enorme: se gestita correttamente, l’intelligenza artificiale potrebbe contribuire a creare un internet più sicuro rispetto al passato.

    Tuttavia, il margine di errore è ridotto e richiede un monitoraggio costante, soprattutto in una fase in cui le capacità dei modelli stanno crescendo rapidamente.

    Il futuro dell’AI per la cybersecurity passa da test controllati

    Anthropic considera Project Glasswing un primo passo per comprendere come distribuire in futuro modelli di questa classe su larga scala.

    L’obiettivo è permettere alle aziende di acquisire esperienza nell’uso di queste tecnologie prima che diventino più diffuse.

    Una fase di sperimentazione prima della diffusione

    Per il momento, Claude Mythos Preview non sarà reso disponibile al pubblico. L’azienda preferisce raccogliere dati, testare i limiti del sistema e valutare i rischi.

    Un approccio che riflette una crescente attenzione alla sicurezza nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, soprattutto nei contesti più sensibili come la cybersecurity.

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