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Sergio Grasso ci racconta come Guzzini porta il design su TikTok Shop
29 Aprile 2026
Un brand con più di cent’anni di storia che si muove dentro uno dei contesti più rapidi e dinamici del digitale. È questo il punto di partenza della conversazione con Sergio Grasso, CEO di Fratelli Guzzini, raccolta durante l’evento milanese dedicato a TikTok Shop.
Nel racconto emerge un equilibrio interessante: da una parte la solidità del made in Italy, dall’altra la necessità di parlare un linguaggio nuovo, fatto di immagini, ritmo e immediatezza.
@guzzini_official
Tradizione e innovazione nello spazio dei contenuti veloci
Il tema è subito chiaro: come si traducono valori come qualità e design su una piattaforma come TikTok, dove tutto scorre velocemente?

Grasso parte da lontano, dalla storia dell’azienda: “Guzzini è un’azienda storica, un’azienda che nasce nel 1912, quindi ha più di un secolo di storia, ma nel tempo ha saputo aggiornarsi e chiaramente fa della creatività e dell’innovazione eh i suoi valori cardine”.
Non è un adattamento forzato. Piuttosto, un’evoluzione coerente. TikTok diventa uno spazio naturale per raccontare ciò che spesso resta implicito nei prodotti.
“Ecco quindi che una piattaforma come TikTok si presta perfettamente alla nostra la volontà di trasferire i contenuti esperienziali, emozionali dei nostri prodotti”.
Il punto, però, non è solo il prodotto in sé. Grasso insiste su ciò che lo circonda, su quella parte meno visibile ma decisiva nel racconto del brand.
“Ci sono anche alcuni aspetti anche un po’ meno tangibili dal prodotto in sé e risiedono in ciò che c’è dietro un prodotto Guzzini. Dietro un prodotto Guzzini c’è una comunità che quotidianamente lavora, crea e pensa in continuazione a come assolvere al meglio ai bisogni dei nostri consumatori, ma c’è anche tanto Made in Italy e quindi tanto orgoglio nel produrre dei contenuti”.
Prodotti che parlano ai sensi
Nel contesto di TikTok Shop, dove il contenuto è leva diretta di vendita, la domanda è inevitabile: esistono prodotti che funzionano meglio di altri?
La risposta di Grasso sposta la prospettiva. Non è tanto una questione di categorie, quanto di natura del prodotto.
“La piattaforma TikTok si presta molto ai prodotti Guzzini proprio per le nostre caratteristiche: i nostri prodotti emozionano, hanno una qualità e vanno un po’ come dire a a coprire un po’ tutti i sensi, quello del tatto, quello della vista e anche quello dell’utilizzo”.
È qui che il linguaggio della piattaforma incontra quello del design. Il video breve non limita, amplifica.
“Tutti i nostri prodotti hanno la caratteristica di essere particolarmente adeguati a questa piattaforma e a questa tipologia. di comunicazione”.
In altre parole, non si tratta di adattare il catalogo al canale, ma di sfruttare un ambiente che valorizza ciò che già esiste.

Dal contenuto all’acquisto senza interruzioni
Il passaggio più interessante riguarda il comportamento degli utenti. TikTok Shop non è solo visibilità, ma un punto di contatto diretto tra scoperta e conversione.
Grasso lo inserisce in una visione più ampia, quella della multicanalità.
“Noi crediamo molto nella multicanalità e noi riteniamo che il processo d’acquisto abbia subito delle evoluzioni nel corso del tempo e personalmente ritengo che il consumatore debba decidere come concretizzare poi il processo d’acquisto che in realtà parte da molto lontano”.
Il percorso non è lineare: si costruisce nel tempo, attraverso stimoli diversi.
“Il processo d’acquisto si forma all’interno di informazioni che vengono ottenute a vario livello, ma si forma anche attraverso queste piattaforme, video molto veloci, immediati, si matura quindi un’intenzione d’acquisto ed è assolutamente ragionevole pensare che poi in base alle proprie abitudini, anche alle proprie esigenze di tempo o di orario, chiunque possa andare ad acquistarlo nei nostri rivenditori autorizzati oppure on attraverso appunto la piattaforma TikTok”.
Qui emerge un elemento chiave: la libertà del consumatore. Il canale non impone, accompagna.

La centralità del consumatore come strategia reale
Al di là dei numeri e dei formati, resta una questione di approccio. E nel caso di Guzzini, la parola chiave è una.
Grasso la definisce in modo diretto: “Il nostro obiettivo è cercare di fare della Consumer Centricity un elemento non soltanto di forma, ma davvero di sostanza”.
Non è solo un principio teorico. È una direzione operativa che si traduce nella riduzione della distanza tra brand e utente.
“Il concetto di zero distance to consumer, o meglio, zero distance to end user è credo un un elemento che sempre di più porterà con sé tutte le aziende che credono nella creazione di valore e soprattutto che comprendono quanto fondamentale sia il ruolo del consumatore finale nel processo d’acquisto”.
Nel contesto del discovery commerce, questo passaggio assume un peso ancora maggiore. Il contenuto non è più solo comunicazione, ma parte integrante dell’esperienza d’acquisto.
E per un brand come Guzzini, significa una cosa precisa: restare riconoscibile, anche mentre cambia il modo di raccontarsi.
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