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Instagram testa l’etichetta per AI creator
6 Maggio 2026
Instagram ha iniziato a introdurre una nuova etichetta dedicata ai creator che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per realizzare i propri contenuti. Una scelta che punta a rendere più chiaro ciò che si vede nel feed, proprio mentre immagini e video generati diventano sempre più realistici.
Come funziona il nuovo label per i creator AI
La novità riguarda direttamente i profili: gli utenti potranno attivare manualmente il tag “AI creator”, che comparirà sia nella pagina personale sia nei contenuti pubblicati.
Attivazione e visibilità
Accanto al nome dell’account apparirà un’indicazione che segnala l’uso frequente di strumenti di generazione artificiale. Non solo. Nei post continueranno a comparire anche le etichette già esistenti, come “AI info”, che la piattaforma applica automaticamente quando rileva l’utilizzo di queste tecnologie.
Interazione tra le etichette
In alcuni casi, il sistema privilegerà proprio questa seconda etichetta. Se un contenuto è già segnalato come generato con AI, sarà quella dicitura a comparire nel feed, anche se il creator ha attivato il tag sul profilo.
Un tentativo di distinguere ciò che è reale
Prima di entrare nel merito della strategia, è utile capire il contesto: la quantità di contenuti generati artificialmente è in forte crescita e, sempre più spesso, risulta difficile distinguerli da quelli reali.
Con questa mossa, Instagram prova a introdurre un elemento di chiarezza. L’obiettivo è ridurre il rischio di disinformazione e aiutare gli utenti a interpretare correttamente ciò che vedono.
Il tema non è nuovo. Già nei mesi scorsi, Adam Mosseri aveva sottolineato come gli strumenti di intelligenza artificiale sarebbero presto diventati capaci di replicare qualsiasi stile creativo, rendendo i contenuti praticamente indistinguibili da quelli umani.
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Una strategia in equilibrio tra innovazione e fiducia
C’è però un elemento che rende questa scelta meno lineare di quanto sembri. Da una parte, la piattaforma continua a incentivare i creator a produrre contenuti originali. Dall’altra, spinge sull’adozione dell’intelligenza artificiale come leva creativa.
L’introduzione di nuove etichette sembra quindi una soluzione intermedia: non limitare l’uso dell’AI, ma renderlo più visibile. Una forma di trasparenza che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe mantenere la fiducia degli utenti.
Resta aperta una domanda: segnalare basta davvero a evitare che contenuti artificiali fuorvianti diventino virali?

Il ruolo di Meta nella diffusione dell’AI
Per comprendere meglio la direzione presa, bisogna guardare al quadro più ampio. Meta ha investito risorse enormi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa, rendendola centrale nella propria strategia.
Questo significa che l’azienda ha tutto l’interesse a favorire l’uso di questi strumenti, anche all’interno delle piattaforme social. Non a caso, negli ultimi mesi ha introdotto funzioni che invitano gli utenti a creare versioni artificiali di sé stessi o a generare contenuti direttamente in app.
In questo scenario, le etichette diventano uno strumento per gestire un fenomeno che la stessa azienda contribuisce ad accelerare. Una scelta che può apparire contraddittoria, ma che riflette un approccio pragmatico: l’onda dell’AI è inevitabile, meglio accompagnarla che contrastarla.
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Disponibilità e rollout
La funzione non è ancora accessibile a tutti. Instagram ha spiegato che il rollout sarà graduale e si estenderà nelle prossime settimane.
Un dettaglio che conferma come la piattaforma stia testando il sistema prima di una diffusione più ampia. Nel frattempo, il dibattito resta aperto: tra trasparenza, creatività e rischio di manipolazione, il confine tra reale e artificiale è sempre più sottile.
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