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  • Consumer Vision di Dentsu: le 4 forze che plasmeranno il futuro del business

    20 Maggio 2026

    L’intelligenza artificiale non sta modificando soltanto il modo in cui le persone cercano informazioni, acquistano prodotti o interagiscono online ma sta ridefinendo le aspettative verso i brand, il concetto stesso di identità personale e perfino il significato attribuito al consumo.

    È da qui che parte “Mothers of Reinvention”, il nuovo report globale pubblicato da Dentsu, che prova a delineare come evolveranno business, cultura e marketing nel prossimo decennio.

    La ricerca ha coinvolto 30.000 consumatori e 20 esperti internazionali in 25 mercati, compresa l’Italia, con il contributo di sociologi culturali, specialisti di AI law e psicologi dei consumi.

    Secondo Dentsu, il rischio per i marchi è concreto: diventare irrilevanti in un contesto in cui le interazioni funzionali saranno sempre più automatizzate e indistinguibili.

    Consumer Vision di Dentsu: le 4 forze che plasmeranno il futuro del business

    L’AI smette di essere uno strumento

    Il primo scenario individuato dal report si chiama “Symbiotic Systems” e riguarda l’evoluzione dell’intelligenza artificiale da semplice supporto operativo a vero partner decisionale.

    In pratica, le persone inizieranno ad affidare compiti e scelte ad agenti AI capaci di agire autonomamente per loro conto. Una trasformazione che obbligherà i brand a confrontarsi non solo con gli utenti, ma anche con i loro rappresentanti digitali.

    Il marketing dovrà parlare anche agli agenti AI

    La conseguenza è potenzialmente enorme. Se oggi i brand progettano esperienze per catturare attenzione e influenzare decisioni umane, domani dovranno rendersi “comprensibili” anche ai sistemi intelligenti che filtreranno offerte, prodotti e contenuti.

    Una dinamica che potrebbe ridefinire completamente ricerca online, advertising e customer experience.

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    L’originalità torna centrale

    Paradossalmente, mentre i contenuti generati dall’intelligenza artificiale aumentano, cresce anche il valore attribuito a ciò che viene percepito come autenticamente umano.

    Dentsu definisce questa tensione “Ingenuity Awakened”, indicando una nuova fase culturale in cui creatività, sensibilità e originalità diventano elementi distintivi ancora più forti.

    I consumatori, secondo il report, si aspettano che i brand non si limitino a usare l’AI per produrre di più, ma che sappiano sostenere e valorizzare la creatività reale.

    La saturazione dei contenuti cambia le aspettative

    Il dato forse più interessante riguarda la stanchezza verso comunicazioni standardizzate. Il 78% dei consumatori dichiara infatti di avere una tolleranza sempre più bassa verso messaggi percepiti come generici.

    Questo significa che automazione e personalizzazione, da sole, non basteranno più.

    Consumatori in continua trasformazione

    Nel report emerge anche un cambiamento più profondo: il consumo non viene più interpretato solo come soddisfazione di bisogni, ma come strumento di evoluzione personale.

    Dentsu parla di “Infinite Reinvention”, una fase in cui le persone utilizzano tecnologia, esperienze e intrattenimento per sperimentare nuove versioni di sé.

    L’AI, in questo scenario, diventa una leva per apprendere competenze, cambiare stile di vita o ridefinire la propria identità.

    Il desiderio di crescita personale entra nel marketing

    Secondo la ricerca, l’81% dei consumatori desidera che i propri acquisti rappresentino un passo concreto verso la realizzazione del proprio potenziale personale.

    Secondo la ricerca, l’81% dei consumatori desidera che i propri acquisti rappresentino un passo concreto verso la realizzazione del proprio potenziale personale.

    Non si tratta soltanto di prodotti o servizi. Le persone cercano esperienze capaci di generare significato, appartenenza e progresso individuale.

    I brand diventano guide

    La quarta direttrice individuata da Dentsu riguarda il ruolo stesso dei marchi.

    “Wayfinder Brands” descrive un modello in cui le aziende smettono di limitarsi a rispondere alla domanda e iniziano ad accompagnare le persone nel cambiamento.

    In altre parole, il valore di un brand dipenderà sempre meno dalla convenienza e sempre più dalla capacità di orientare, rassicurare e aiutare i consumatori a muoversi dentro trasformazioni culturali e tecnologiche molto rapide.

    Fiducia e coerenza diventano decisive

    La personalizzazione algoritmica, però, porta con sé anche nuove responsabilità. Il report evidenzia che 9 consumatori su 10 considerano fondamentale la coerenza tra valori dichiarati e comportamenti concreti dei brand.

    Un elemento che tocca reputazione, sostenibilità, governance dei dati e uso etico dell’intelligenza artificiale.

    La pressione sull’innovazione aumenta

    Il documento si collega anche a un altro studio pubblicato da Dentsu a inizio 2026, “CMO Navigator – Media Edition”, secondo cui il 56% dei Chief Marketing Officer globali ritiene che entro cinque anni gran parte dei ricavi arriverà da prodotti e servizi che oggi ancora non esistono.

    Per le aziende, interpretare i segnali deboli e anticipare i cambiamenti non è più una semplice attività strategica accessoria.

    Niccolò Rigo, Group Chief Strategy Officer di Dentsu Italia, sintetizza così il quadro delineato dal report: “i consumatori cercano marchi capaci di aiutarli a crescere, reinventarsi e realizzare le proprie ambizioni personali“.

    Niccolò Rigo, Group Chief Strategy Officer di Dentsu Italia

    Ed è probabilmente questa la sfida più difficile per il marketing dei prossimi anni: restare umano mentre tutto attorno diventa automatizzato.