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Meta aprirà WhatsApp ai chatbot AI rivali
9 Marzo 2026
Meta dovrà consentire l’ingresso di chatbot AI su WhatsApp sviluppati da aziende rivali, dopo una decisione della Commissione Europea basata sulle normative anti-concorrenza.
La società aveva tentato di limitare l’accesso alla piattaforma per favorire il proprio assistente Meta AI, ma le regole europee sulle grandi piattaforme digitali impongono condizioni più aperte alla concorrenza.
La decisione dell’UE
Secondo quanto riportato da Reuters, Meta aveva cercato di impedire ai chatbot AI rivali di operare su WhatsApp, nel tentativo di rafforzare la diffusione del proprio assistente conversazionale.
WhatsApp è infatti la piattaforma di messaggistica più utilizzata al mondo, e controllare l’accesso agli strumenti di intelligenza artificiale all’interno dell’app rappresenta un vantaggio strategico enorme.
Il tentativo di Meta di limitare l’accesso ai chatbot rivali
La Commissione Europea ha segnalato che Meta aveva aggiornato i termini della WhatsApp Business Solution, introducendo restrizioni che di fatto impedivano agli assistenti AI generici di terze parti di operare sulla piattaforma.
Dal 15 gennaio, questo cambiamento aveva lasciato Meta AI come unico assistente disponibile su WhatsApp. In precedenza, invece, chatbot sviluppati da aziende come OpenAI e Microsoft erano stati integrati nel servizio di messaggistica.
Il futuro dei chatbot AI su WhatsApp
Le autorità europee hanno ritenuto queste restrizioni incompatibili con le normative sulla concorrenza applicate alle grandi piattaforme digitali.
WhatsApp supera la soglia dei 45 milioni di utenti
Secondo i dati comunicati da Meta alla Commissione Europea, WhatsApp conta oltre 45 milioni di utenti nell’Unione Europea.
Questo dato è particolarmente importante perché, secondo il Digital Services Act, le piattaforme che superano questa soglia vengono classificate come Very Large Online Platform (VLOP).
Questa classificazione comporta obblighi molto più severi rispetto alle piattaforme di dimensioni minori, soprattutto per quanto riguarda trasparenza, concorrenza e accesso agli ecosistemi digitali.
I chatbot AI su WhatsApp torneranno disponibili tramite app di terze parti
In seguito alla pressione della Commissione Europea, Meta ha accettato di adeguarsi alle normative.
Nuovo accesso per gli sviluppatori di assistenti AI
L’azienda permetterà quindi ai chatbot AI rivali di sviluppare integrazioni su WhatsApp, aprendo la piattaforma a strumenti conversazionali di terze parti.
Questo significa che servizi come ChatGPT o altri assistenti basati su AI potrebbero tornare a essere disponibili all’interno dell’app di messaggistica.
La decisione amplia le opportunità per le aziende che sviluppano chatbot, consentendo loro di raggiungere direttamente decine di milioni di utenti europei.
LEGGI ANCHE: WhatsApp prepara l’integrazione delle chat di terze parti in Europa
Lo scontro tra Meta e le normative europee sulle Big Tech
Meta ha accettato la decisione delle autorità europee, ma non senza critiche.
La società sostiene da tempo che molte delle regolamentazioni europee sulle piattaforme digitali colpiscano in modo sproporzionato le aziende tecnologiche statunitensi.
Il supporto degli Stati Uniti alle proteste delle Big Tech
Questa posizione ha trovato un certo sostegno anche negli Stati Uniti, dove il governo ha espresso più volte preoccupazione per multe e restrizioni imposte dall’UE alle aziende americane del settore tecnologico.
Dal punto di vista delle istituzioni europee, però, queste norme sono necessarie per evitare che le grandi piattaforme utilizzino il loro potere di mercato per escludere concorrenti più piccoli o startup locali.
Un periodo di osservazione
Meta ha concordato con la Commissione Europea un periodo iniziale di 12 mesi, durante il quale l’impatto dell’apertura ai chatbot AI di terze parti verrà monitorato. Iperiodo di osservazione servirà ai regolatori per valutare come evolverà l’ecosistema degli assistenti AI su WhatsApp e se la nuova apertura riuscirà davvero a favorire maggiore concorrenza.
In ogni caso, la decisione segna un passaggio importante nella trasformazione delle piattaforme di messaggistica: WhatsApp non sarà più soltanto un’app per chattare, ma anche uno spazio competitivo per gli assistenti AI.
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