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  • Meta sostituisce parte del personale con l’intelligenza artificiale e continua a investire miliardi nell’AI

    27 Ottobre 2025

    Mark Zuckerberg lo aveva anticipato: entro il 2025, parte degli ingegneri e dei dipendenti di livello intermedio sarebbero stati sostituiti da sistemi di intelligenza artificiale.

    Ora quella previsione diventa realtà. Meta ha informato il personale del reparto risk management che diverse posizioni verranno rimpiazzate da soluzioni AI-powered capaci di automatizzare attività prima svolte manualmente.

    Secondo quanto riportato da Business Insider, il Chief Compliance and Privacy Officer Michel Protti ha confermato che l’azienda sta “passando da revisioni manuali a processi automatizzati”, riducendo così la necessità di alcuni ruoli.

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    Tagli anche al progetto Superintelligence Labs

    La riorganizzazione non si ferma qui. Solo 24 ore prima, Meta aveva annunciato il taglio di circa 600 posti all’interno del progetto Superintelligence Labs, dedicato allo sviluppo di una nuova generazione di modelli di AI avanzata.

    L’obiettivo, secondo l’azienda, è “snellire i processi decisionali”, ma è plausibile che molte di queste mansioni vengano affidate a sistemi generativi.

    Questo conferma la volontà di Meta di diventare un’organizzazione AI-driven, in cui una parte sempre maggiore delle attività operative e di sviluppo prodotto sarà automatizzata.

    Meta intelligenza artificiale: un’azienda che investe miliardi

    Nonostante i tagli al personale, Meta continua a spendere miliardi di dollari nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, in particolare nella costruzione di nuovi data center. Solo questa settimana, la società ha avviato una joint venture con Blue Owl Capital per finanziare ulteriormente i progetti legati all’AI.

    L’operazione evidenzia che la strategia non è tanto di riduzione dei costi, quanto di ottimizzazione dell’efficienza interna e di consolidamento delle infrastrutture necessarie alla crescita dei modelli AI proprietari.

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    Un rischio per la supervisione e l’etica dell’AI

    Il progressivo spostamento verso l’automazione solleva però interrogativi sulla mancanza di supervisione umana. Meno dipendenti significano meno controllo e meno capacità di valutare le conseguenze delle decisioni prese dalle macchine.

    Gli esperti temono che la corsa delle big tech a guidare la “gara globale dell’AI” possa ridurre l’attenzione sui rischi etici e sociali. Il pericolo è di trovarsi a regolare l’intelligenza artificiale solo dopo i danni, quando i sistemi saranno già ampiamente integrati nelle attività quotidiane.

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    Il futuro di Meta e dell’automazione del lavoro

    Zuckerberg mira a rendere Meta un laboratorio vivente dell’automazione intelligente, in grado di dimostrare al mondo la potenza delle proprie tecnologie.

    Ma la domanda cruciale resta: cosa significa per un colosso che influenza miliardi di persone sostituire parte del proprio capitale umano con l’AI?

    Se il trend continuerà, nei prossimi anni gran parte dello sviluppo prodotto di Meta potrebbe essere interamente automatizzato, ridisegnando il concetto stesso di lavoro nelle aziende tecnologiche.