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Retail e grocery dominano la pubblicità su ChatGPT
9 Marzo 2026
L’introduzione della pubblicità su ChatGPT sta già offrendo indicazioni interessanti su come gli utenti utilizzano i chatbot AI e su quali settori stanno investendo per intercettare questa nuova forma di attenzione digitale.
A poche settimane dall’avvio dei test pubblicitari da parte di OpenAI, i primi dati mostrano che retail e grocery sono i brand più presenti negli annunci visualizzati nelle risposte del chatbot.
Adv su ChatGPT dominate da retail e grocery
Secondo un’analisi pubblicata dalla società di analytics Sensor Tower, i marchi della grande distribuzione e del retail sono attualmente la categoria più visibile tra le pubblicità su ChatGPT.

Oltre 100 brand rilevati nelle prime settimane
Sensor Tower ha monitorato gli annunci mostrati nelle risposte del chatbot e ha rilevato oltre 100 promozioni di brand in un periodo di due settimane.
Oltre ai marchi retail e grocery, altre categorie con una presenza significativa sono travel e servizi di food delivery, che stanno iniziando a sfruttare il nuovo spazio pubblicitario offerto dal chatbot di OpenAI.
Il dato suggerisce che i brand stanno già testando strategie di advertising conversazionale, cercando di intercettare gli utenti mentre fanno domande o cercano informazioni all’interno dell’interfaccia AI.

Come funzionano le pubblicità su ChatGPT
OpenAI ha iniziato a testare gli annunci nel chatbot a partire dal 9 febbraio, introducendo un sistema che mostra promozioni direttamente all’interno delle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Annunci basati sul contesto della conversazione
La logica è semplice: le pubblicità su ChatGPT vengono mostrate in base all’argomento della conversazione tra l’utente e il chatbot.
Se una persona chiede informazioni su un prodotto, un viaggio o un servizio, il sistema può inserire promozioni pertinenti al tema della richiesta. Questo approccio replica in parte la logica dell’advertising basato sulle query che ha reso dominante Google Search negli ultimi due decenni.
La differenza è che qui l’annuncio si inserisce all’interno di una conversazione con l’intelligenza artificiale, trasformando il chatbot in un nuovo canale di discovery per i brand.
I comportamenti simili a Google Search
I primi dati raccolti da Sensor Tower indicano che il modo in cui gli utenti utilizzano ChatGPT per cercare informazioni è spesso simile alle ricerche tradizionali su Google.
La discovery dei prodotti passa anche dai chatbot AI
Il fatto che retail e grocery dominino la pubblicità su ChatGPT non sorprende gli analisti. Questi stessi settori rappresentano da anni una parte consistente delle campagne pubblicitarie su Google Search.
Questo suggerisce che una parte delle attività di product discovery che prima avvenivano esclusivamente sui motori di ricerca sta iniziando a spostarsi verso i chatbot AI.
In altre parole, gli utenti non usano ChatGPT soltanto per domande complesse o creative, ma anche per ricerche quotidiane su prodotti, servizi e acquisti.
Cosa significa per il marketing
Per i marketer, i primi risultati delle pubblicità sul chatbot offrono indicazioni utili su come integrare i chatbot AI nelle strategie digitali.
L’advertising nei sistemi conversazionali potrebbe diventare una nuova evoluzione della search advertising, con annunci che emergono durante una conversazione invece che all’interno di una lista di risultati.
Questo cambia anche il modo in cui i brand possono essere scoperti: non più soltanto tramite keyword, ma anche attraverso dialoghi con l’intelligenza artificiale.
Se la sperimentazione di OpenAI continuerà ad ampliarsi, la pubblicità nei chatbot potrebbe trasformarsi in un nuovo spazio competitivo per i brand, soprattutto nei settori più orientati alla ricerca di prodotti e servizi.
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