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Una bara in edizione limitata diventa il simbolo della nuova campagna Greenpeace
27 Novembre 2025
La nuova campagna Greenpeace parte da un dato significativo: secondo una ricerca con Savanta, il 62% dei baby boomer si dichiara preoccupato per il futuro del pianeta. Inoltre, il 65% ritiene importante continuare a sostenere le cause ambientali anche dopo la morte. Queste informazioni mostrano come, nonostante i pregiudizi, i baby boomer restino una generazione con una forte sensibilità sociale.
I numeri al centro della strategia
Quasi metà degli intervistati sta valutando l’idea di inserire una donazione nel testamento. Greenpeace trasforma questo dato in un’opportunità per parlare di eredità ambientale, concetto che si inserisce in modo naturale nella narrazione legata alla lotta per il pianeta.
Come la campagna Greenpeace usa ironia e creatività
L’organizzazione, insieme all’agenzia Elvis, sceglie un approccio volutamente irriverente per catturare l’attenzione di un pubblico che spesso considera i messaggi più tradizionali come prevedibili o ripetitivi.
La campagna punta su toni diretti e su un’estetica volutamente fuori dagli schemi.
La Won’t Rest In Peace Bara
Il cuore creativo è la Won’t Rest In Peace Bara, proposta in edizione limitata. La bara è dotata di un braccio telescopico da sei piedi che sostiene un cartello modulare con messaggi attivisti. Un’immagine provocatoria che gioca sull’idea di protestare anche oltre la vita, un tema che rispecchia le abitudini e lo spirito di una generazione cresciuta nell’attivismo.

Donazione nel testamento: il messaggio centrale della campagna Greenpeace
Chi prova ad acquistare la bara sul sito di Greenpeace viene reindirizzato a un invito più concreto: lasciare un lascito solidale nel proprio testamento. La campagna utilizza quindi la creatività come porta d’ingresso verso un tema complesso, trasformando un gesto burocratico in un atto di continuità ideale.
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Perché parlare di eredità ambientale ai baby boomer
Secondo Elvis, l’idea consente di intercettare lo spirito ribelle dei baby boomer e di offrirgli un modo nuovo di sostenere cause ambientali. Una scelta comunicativa che rende naturale l’intersezione fra attivismo, responsabilità personale e eredità.
Un esempio di comunicazione ambientale che supera gli schemi
La campagna Greenpeace dimostra come ironia, dati e creatività possano convivere in un format che restituisce profondità al messaggio. Parlare di come sostenere Greenpeace nel testamento, o di perché i baby boomer continuano a essere attivi, diventa così un tema accessibile e ingaggiante, grazie a un concept narrativo forte e immediato.
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