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  • Da Dara a Sal Da Vinci: chi ha dominato Instagram durante Eurovision 2026

    20 Maggio 2026

    L’Eurovision Song Contest 2026 si è chiuso a Vienna con la vittoria della Bulgaria e di Dara. Ma fuori dall’arena principale se ne è aperta un’altra, altrettanto rumorosa: quella dei social media. In particolare di Instagram, diventato nei giorni del festival una specie di estensione naturale del palco.

    A raccontarlo sono i dati raccolti da Metricool Studio, la funzione di reportistica AI della piattaforma Metricool, che ha analizzato l’attività Instagram dei 35 artisti in gara tra il 12 e il 17 maggio. Like, reel, commenti, follower, interazioni: ogni contenuto è stato osservato per capire chi sia riuscito davvero a conquistare l’attenzione del pubblico europeo.

    I follower non bastano più

    Prima dell’inizio del festival, la favorita sui social sembrava essere la Germania. Sara Engels si presentava a Vienna con una community da 1,83 milioni di follower, la più ampia tra tutti i partecipanti. Dietro di lei Delta Goodrem per l’Australia, con oltre 747 mila follower.

    Nel gruppo dei Big Five, l’Italia partiva forte grazie a Sal Da Vinci, secondo soltanto alla Germania per dimensione della fanbase, con circa 736 mila follower. Più distanti Regno Unito, Francia e Austria.

    Poi però il televoto e le interazioni hanno raccontato un’altra storia.

    Dara, che ha portato la Bulgaria alla sua prima vittoria nella storia dell’Eurovision, arrivava al festival con meno di 500 mila follower, circa il 74% in meno rispetto a Sara Engels. Eppure è stata lei a conquistare il pubblico europeo. La cantante tedesca, al contrario, ha chiuso senza punti dal televoto.

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    L’engagement ha anticipato il podio

    Quando la gara è entrata nel vivo, i numeri che hanno iniziato a contare davvero sono stati altri. Like, commenti, condivisioni.

    Il profilo con la media più alta di like durante la settimana dell’Eurovision è stato quello di Noam Bettan, rappresentante di Israele, con oltre 68 mila like medi per contenuto. Subito dietro Dara e Sal Da Vinci.

    Un dato interessante perché fotografa una dinamica ormai evidente: la capacità di generare partecipazione reale pesa più della semplice grandezza della community.

    Il caso Noam Bettan

    L’artista israeliano è stato anche il più discusso dell’intera manifestazione. I suoi contenuti hanno registrato una media superiore ai 3 mila commenti per post, più del doppio rispetto agli altri concorrenti.

    Intorno alla partecipazione di Israele si è acceso un forte dibattito online, che ha trasformato Instagram in uno spazio di confronto politico e culturale oltre che musicale. Una parte consistente dell’engagement è nata proprio lì, nei commenti e nelle conversazioni tra utenti europei.

    Chi pubblicava di più non sempre vinceva

    La frequenza di pubblicazione, da sola, non ha garantito risultati migliori.

    Aidan, artista maltese, è stato il concorrente più attivo della settimana con 18 post e 10 reel, ma le sue performance si sono fermate a circa 5 mila like e un engagement dell’8,34%.

    Akylas, dalla Grecia, ha scelto invece una strategia più focalizzata sui reel. Ha pubblicato 19 reel e 10 post ottenendo però risultati nettamente superiori: 31 mila like, engagement del 17% e oltre 600 commenti medi per contenuto.

    La differenza sembra stare meno nella quantità e più nella capacità di costruire contenuti riconoscibili e coinvolgenti.

    Dietro le quinte, emozioni e autenticità

    C’è un elemento che emerge con chiarezza dall’analisi: i contenuti più efficaci sono stati quelli percepiti come autentici.

    Non necessariamente i più prodotti o spettacolari, ma quelli capaci di mostrare emozioni, backstage, fragilità e momenti personali.

    I post più performanti del festival

    Tra i contenuti che hanno ottenuto i risultati migliori figurano:

    • il carousel di Delta Goodrem, dedicato all’emozione di rappresentare l’Australia a Vienna, con oltre 70 mila like;
    • il reel di Alis per l’Albania, che ha raggiunto un engagement impressionante del 134,3%;
    • il carousel di Daniel Zizka per la Repubblica Ceca, con un engagement superiore al 117%.

    Dietro questi numeri c’è una costante: contenuti capaci di sembrare spontanei anche quando fanno parte di una strategia precisa.

    Sal Da Vinci e la sfida italiana

    L’Italia ha affrontato Eurovision 2026 con un caso particolare. A rappresentarla c’era Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo con “Per Sempre Sì” e concorrente più maturo dell’edizione con i suoi 57 anni.

    Una figura distante dall’estetica tipica dei creator nativi digitali, ma che proprio per questo è riuscita a ritagliarsi uno spazio originale.

    Durante la settimana del festival il cantante napoletano ha guadagnato oltre 32 mila nuovi follower, registrando una crescita del 4,4%.

    Reel, coreografie e contenuti in italiano

    Sal Da Vinci ha pubblicato relativamente poco: 2 post feed e 4 reel. Eppure è riuscito a generare oltre 41 mila like, con una media di più di 1.200 commenti per post. La sua comunicazione è rimasta coerente per tutta la durata dell’evento. Interviste, backstage, video brevi e soprattutto reel costruiti attorno alle coreografie della canzone, spesso insieme ad altri artisti in gara.

    Interessante anche un altro dettaglio: Sal Da Vinci ha continuato a parlare esclusivamente in italiano. Una scelta che non ha limitato l’engagement, anzi. Ha rafforzato l’identità del personaggio e la percezione di autenticità.

    Il quinto posto finale all’Eurovision è stato accompagnato da metriche social rimaste stabili per tutta la settimana.

    Instagram è diventato parte dello show

    Per Juan Pablo Tejela, CEO e co-founder di Metricool, il punto è ormai evidente: Instagram non accompagna più l’Eurovision, ne è diventato una componente strutturale. Ogni post contribuisce alla narrazione dell’artista. Ogni reel amplia la portata internazionale della performance e ogni commento alimenta conversazioni che spesso continuano ben oltre la finale televisiva.

    L’Eurovision 2026 ha lasciato una fotografia piuttosto chiara: esistono due classifiche parallele. Una assegnata dai voti. L’altra costruita giorno dopo giorno dentro i feed social.

    E la seconda, ormai, può influenzare profondamente la prima.

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